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Capire il private equity

Capire il Private Equity: definizione, funzionamento e creazione di valore

Il Private Equity, o capitale di investimento, indica l'investimento in società non quotate in borsa con l'obiettivo di aumentarne il valore nel lungo periodo, prima di una cessione.
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Le basi del private equity

Accesso al non quotato

Il capitale di investimento dà accesso almondo delle società non quotate, che rappresentano la maggioranza in termini di numero di imprese e spesso sono più rappresentative dell'economia reale rispetto alle sole grandi capitalizzazioni di borsa.

Molte aziende ad alto potenziale non sono quotate in borsa e talvolta non lo saranno mai. Il Private Equity consente di investire in società in crescita, in fase di trasmissione, consolidamento o trasformazione, che non sono accessibili tramite i mercati pubblici. Per l'investitore, ciò equivale a diversificare l'esposizione ai motori economici al di fuori della borsa, accettando al contempo vincoli di liquidità più stringenti.

L'economia reale

Il Private Equity finanzia direttamente le imprese: investimenti di crescita, modernizzazione industriale, trasformazione digitale, internazionalizzazione, consolidamento settoriale o trasferimento di partecipazioni azionarie.

Questa dimensione è essenziale: la creazione di valore deriva principalmente dalmiglioramento dei fondamentali. Può assumere la forma di un'accelerazione della crescita, di un aumento delle quote di mercato, di un miglioramento dei margini, di una maggiore disciplina gestionale o di una ristrutturazione della governance. Il capitale di investimento è quindi un canale di finanziamento dell'economia reale, con impatti concreti sul percorso delle società accompagnate.

Il tempo lungo e la curva a J

Il private equity è una classe di attività fondamentalmente orientata al lungo termine. Un fondo è generalmente strutturato su un periodo di otto-dodici anni, con una fase iniziale di investimento, seguita da una fase di creazione di valore e infine da una fase di cessione.

Questa temporalità spiega la curva a J (J-Curve). Nei primi anni, la performance può sembrare bassa, se non addirittura negativa, soprattutto a causa dei costi di avvio, dell'aumento del carico di lavoro del portafoglio e degli investimenti necessari per trasformare le aziende. Man mano che i piani di creazione di valore producono i loro effetti e vengono realizzate le uscite, la performance si concretizza in modo più evidente.

La curva a J non è quindi un'anomalia: è una caratteristica strutturale del Private Equity, che impone di valutare i risultati su un ciclo completo piuttosto che a breve termine.

Illustrazione della curva a J di un fondo di Private Equity
Illustrazione della curva a J di un fondo di Private Equity

L'allineamento degli interessi

Il modello del Private Equity si basa su un allineamento strutturato tra tre parti: i General Partner (GP) che gestiscono il fondo, i Limited Partner (LP) che apportano il capitale e i team di gestione delle imprese.

Questo allineamento è organizzato dalla struttura di remunerazione e governance. Da un lato, la remunerazione del manager spesso include una componente variabile ( carried interest ) dipendente dalle prestazioni. D'altro canto, ai manager delle aziende finanziate vengono spesso assegnate partecipazioni azionarie, con l'obiettivo di allineare le loro decisioni alla creazione di valore a lungo termine. All'interno di un quadro ben strutturato, il private equity cerca quindi di ridurre la tradizionale distanza tra finanziatori e personale operativo.

Cifre che spiegano la performance del Private Equity
Il private equity in cifre

Come funziona questa classe di attività?

A differenza dei mercati azionari, la performance nel Private Equity non dipende principalmente dalle fluttuazioni quotidiane dei prezzi. Si basa soprattutto sulla capacità di trasformare un'azienda: migliorarne l'organizzazione, accelerarne la crescita, ottimizzarne la struttura finanziaria e prepararne la cessione in condizioni favorevoli.

Questa logica porta a una performance più legata ai fondamentali economici che alle variazioni del sentiment di mercato a breve termine. Non elimina il rischio, ma cambia la natura dei motori di rendimento.

Le caratteristiche strutturali del Private Equity

Tre elementi strutturano fondamentalmente il Private Equity.

  1. Il primo è l'orizzonte a lungo termine, che consente di attuare una strategia di trasformazione senza pressioni di liquidità immediate.
  2. Il secondo è l'illiquidità, inerente al fatto di investire in società non quotate.
  3. Il terzo è la gestione attiva: gli investitori non si limitano a fornire capitale, ma affiancano strategicamente i dirigenti al fine di rafforzare in modo duraturo la competitività dell'azienda.

Queste caratteristiche spiegano perché il Private Equity costituisce una classe di attività a sé stante, con dinamiche di rendimento e di rischio proprie.

Il ruolo del General Partner e degli investitori

La società di gestione, denominata General Partner (GP), è responsabile dell'intero ciclo di investimento. Seleziona le aziende target, struttura le operazioni, partecipa alla governance e guida la strategia di creazione di valore. Gli investitori, denominati Limited Partners (LP), apportano il capitale e delegano la gestione al GP in un quadro contrattuale ben definito.

Questo rapporto si basa su una convergenza di interessi, determinata dalla remunerazione del gestore e, nella maggior parte dei casi, dalla sua partecipazione al fondo. La qualità della rendicontazione, la trasparenza sui rischi e la disciplina di investimento sono criteri fondamentali per valutare un team.

Il ciclo di investimento e la temporalità della performance

Un fondo di private equity attraversa successivamente una fase di investimento, una fase di sviluppo operativo e infine una fase di cessione. La performance può essere valutata in modo pertinente solo nell'arco dell'intero ciclo. I primi anni possono registrare rendimenti modesti, se non addirittura negativi, prima che la creazione di valore si concretizzi al momento dell'uscita.

La dispersione delle performance tra i fondi è significativa. Il divario tra i gestori migliori e quelli meno performanti può essere notevole, il che rende la selezione particolarmente determinante, soprattutto per alcune annate o segmenti di mercato.

I diversi veicoli di investimento in private equity

FPCI fondo di investimento professionale

Il FPCI uno strumento riservato agli investitori professionali. La sua flessibilità giuridica consente di definire un'allocazione adeguata a una strategia di private equity diversificata, generalmente su un orizzonte temporale di lungo periodo.

FCPR - Fondo comune di rischio

Il FCPR è un fondo che deve investire almeno il 50% del proprio patrimonio in società non quotate. Consente un'esposizione al capitale di rischio in un quadro normativo definito, mirando al finanziamento di imprese in fase di crescita o trasformazione.

SCR - Società di capitale di rischio

La SCR è una società che investe direttamente in PMI non quotate. Può essere utilizzata per strutturare una strategia di investimento più mirata, in particolare nei settori innovativi, ma richiede una governance e un monitoraggio adeguati a situazioni talvolta complesse.

SLP - Società di Libero Partenariato

La SLP è una struttura ispirata ai modelli anglosassoni, utilizzata soprattutto dagli investitori professionali. Offre una grande flessibilità gestionale e organizzativa ed è particolarmente adatta alle operazioni di Private Equity che richiedono un quadro normativo flessibile.

FCPI - Fonds Commun de Placement dans l'Innovation (fondo comune di investimento per l'innovazione)

Il FCPI mira a finanziare imprese innovative, con l'obbligo di investire la maggior parte del capitale in società idonee. Spesso rientra in una logica di sostegno all'innovazione, ma deve essere analizzato in relazione al livello di rischio e alla liquidità.

Questi diversi attori e tipi di fondi costituiscono l'ecosistema del Private Equity, ognuno dei quali offre una risposta specifica alle diverse esigenze di finanziamento.

Zoom su un fondo di fondi di Private Equity?

Che cos'è un fondo di fondi di private equity?

Un fondo di fondi in Private Equity è uno strumento di investimento che non investe direttamente nelle imprese, ma in una selezione di fondi gestiti da diversi General Partner (GP). Questa struttura mira a costruire, attraverso un unico strumento, una diversificazione più ampia di quella che un investitore otterrebbe selezionando un unico fondo.

La logica economica di un fondo di fondi si basa sulla riduzione del rischio idiosincratico: la performance non è più legata a un unico team, a un'unica strategia o a un unico Vintage, ma è distribuita su un portafoglio di fondi. Questo approccio può inoltre consentire di accedere a team affermati, talvolta difficili da raggiungere, beneficiando al contempo di un quadro gestionale professionale.

Professionisti riuniti davanti a una vetrata con skyline urbano, simbolo del private equity e della gestione patrimoniale.

Gli obiettivi di un fondo di fondi di private equity

Un fondo di fondi agisce come intermediario strategico, selezionando e allocando capitali a una varietà di fondi gestiti da diversi General Partner. Tale selezione si basa su un'analisi approfondita dei team, della loro disciplina di investimento, della loro capacità di creare valore e della coerenza della loro strategia.

Diversificazione dei rischi

La diversificazione nei fondi di fondi può essere valutata sotto diversi aspetti: aree geografiche, settori, ma anche stili (buyout, growth, venture, situazioni speciali). L'obiettivo non è quello di eliminare il rischio, ma di limitare l'impatto di una singola performance negativa sull'intero portafoglio.

Accesso a opportunità esclusive

Alcuni fondi molto richiesti non accettano nuovi investitori o richiedono importi minimi elevati. Un fondo di fondi può facilitare l'accesso a queste strategie, consentendo al contempo di condividere il lavoro di due diligence di monitoraggio con team specializzati.

Massimizzazione del rendimento a lungo termine

Diversificando l'esposizione e selezionando gestori in grado di garantire performance positive su più cicli, un fondo di fondi mira a costruire un percorso di rendimento più solido nel tempo. Tale solidità dipende tuttavia dai costi, dalla qualità della selezione e dalla coerenza dell'allocazione tra le diverse annate.

L'accesso al Private Equity avviene principalmente tramite fondi chiusi, la cui durata è generalmente compresa tra otto e dodici anni. Gli investitori si impegnano a versare un importo di capitale, che sarà richiamato progressivamente man mano che la società di gestione individua opportunità di investimento. L'investimento in fondi di fondi comporta dei rischi, in particolare rischi di perdita di capitale e di liquidità.

Commissioni di gestione di fondi di private equity

I fondi di fondi generano costi su due livelli, il che li distingue dai fondi che investono direttamente.

Costi diretti

Questi compensi remunerano la gestione del fondo di fondi stesso e coprono in particolare la selezione, il monitoraggio e l'amministrazione del veicolo. In genere includono le spese di gestione e le spese operative (revisione contabile, spese legali, depositario, amministrazione).

Costi indiretti

Corrispondono ai costi sostenuti a livello dei fondi sottostanti, comprese le relative commissioni di gestione e, ove applicabile, le commissioni di gestione. carried interest Medici di base. Questa doppia onerosità può incidere negativamente sul risultato netto e deve essere valutata alla luce dei benefici attesi: diversificazione, accesso e qualità della selezione.

Le strategie del Private Equity: Venture, Growth e Buyout

Il Private Equity comprende diverse strategie corrispondenti a diversi stadi di maturità delle imprese finanziate.

Il Venture Capital

Il Venture Capital finanzia imprese innovative in fase di avvio o di accelerazione. I modelli economici sono spesso in fase di costruzione e i mercati target possono essere emergenti.

La creazione di valore deriva principalmente dalla crescita futura e dalla capacità dell'azienda di raggiungere una dimensione critica. Il rischio di fallimento è strutturalmente elevato, il che implica una forte dispersione dei risultati. In questo segmento, la diversificazione del portafoglio è un elemento centrale, poiché alcuni successi importanti possono compensare diversi investimenti meno performanti.

Il capitale di crescita

Il Growth Capital si rivolge ad aziende già consolidate, con un modello economico collaudato e una redditività comprovata o prossima ad esserlo. L'obiettivo è accelerare il percorso di sviluppo, ad esempio attraverso l'espansione internazionale, gli investimenti industriali, il rafforzamento commerciale o acquisizioni mirate.

La creazione di valore si basa sul cambiamento di scala, sul miglioramento dell'organizzazione e sulla capacità di sostenere una crescita controllata. Il profilo di rischio è generalmente intermedio tra il Venture e il Buyout, con una migliore visibilità sui flussi.

Il buyout (LBO)

Il buyout, spesso strutturato come LBO, riguarda aziende consolidate che generano flussi di cassa ricorrenti. L'operazione combina capitale proprio e finanziamento tramite debito al fine di ottimizzare la struttura del capitale.

La creazione di valore dipende innanzitutto dalla qualità dell'esecuzione: miglioramento operativo, crescita organica, acquisizioni, disciplina finanziaria e governance. L'effetto leva può amplificare la performance del capitale proprio, ma aumenta anche la sensibilità al contesto macroeconomico e alle condizioni di finanziamento.

Il turnaround

Il turnaround è rivolto alle aziende con performance operative insufficienti o in difficoltà finanziarie. L'intervento consiste nell'attuazione di un piano di risanamento strutturato, che può includere una ristrutturazione del debito, una razionalizzazione dei costi o un riposizionamento strategico.

Questo segmento richiede una profonda competenza, poiché la creazione di valore dipende dalla capacità di ripristinare la redditività e la solidità finanziaria. Se gestito correttamente, può generare una significativa creazione di valore, ma il rischio iniziale è più elevato.

Schema che illustra le fasi di intervento dei 4 segmenti del Private Equity
Schema che illustra le fasi di intervento dei 4 segmenti del Private Equity

Come possono accedere al private equity i privati?

Piattaforme specializzate:

Alcune piattaforme online dedicate al Private Equity offrono soluzioni più accessibili ai privati. A seconda dei dispositivi, consentono di selezionare progetti o fondi in base a criteri quali settori, aree geografiche o strategie. La digitalizzazione semplifica la sottoscrizione, ma l'investitore deve prestare attenzione alla liquidità, ai costi, alla qualità della selezione e al quadro normativo.

Fondi dedicati ai privati

Alcune società di gestione strutturano fondi pensati per investitori non professionali, con ticket d'ingresso ridotti rispetto agli standard istituzionali. Il vantaggio principale risiede nella mutualizzazione e nella gestione professionale. La contropartita è spesso una liquidità limitata e una struttura di costi da analizzare con precisione.

Assicurazioni sulla vita e prodotti strutturati

Il Private Equity può essere integrato in alcuni contratti di assicurazione sulla vita o pacchetti patrimoniali, a seconda delle offerte. Questo approccio può apportare una forma di semplicità operativa e talvolta un quadro fiscale, ma non elimina né il rischio di perdita di capitale né i vincoli di liquidità inerenti ai titoli non quotati. La trasparenza dei costi e delle condizioni di riscatto è un punto chiave.

I veri motori della creazione di valore nel Private Equity

La performance nel Private Equity non si basa su un unico fattore, ma su una combinazione coerente di azioni strategiche, operative e finanziarie messe in atto nel corso di diversi anni. Questa creazione di valore si inserisce in un orizzonte temporale di lungo periodo e presuppone un'esecuzione disciplinata.

Crescita organica e posizionamento strategico

Il primo motore di creazione di valore risiede nella crescita organica delle imprese accompagnate. Si tratta di identificare i settori trainati da tendenze strutturali e le imprese in grado di conquistare quote di mercato in modo sostenibile.

Il miglioramento del posizionamento competitivo, l'ottimizzazione dell'offerta, la strategia dei prezzi e l'efficienza commerciale consentono di aumentare il fatturato e rafforzare i margini. Questa dinamica costituisce una base determinante per la performance.

Supporto operativo e governance attiva

Oltre al finanziamento, il Private Equity si basa su una governance rigorosa e su uno stretto accompagnamento operativo. I fondi intervengono a fianco del management per strutturare l'organizzazione, professionalizzare il processo decisionale e mettere in atto indicatori di gestione.

Questa governance attiva mira a ridurre i punti ciechi operativi e ad accelerare l'esecuzione. L'allineamento degli interessi, in particolare attraverso l'azionariato del management, rafforza la coerenza tra gli obiettivi strategici e la creazione di valore.

Crescita esterna e sinergie

La creazione di valore può anche derivare da una strategia di crescita esterna. L'acquisizione di aziende complementari consente di accelerare lo sviluppo, ampliare l'offerta, rafforzare la posizione di mercato e generare sinergie.

Questo approccio richiede una forte disciplina nella selezione degli obiettivi e soprattutto nell'integrazione, che spesso determina il successo industriale.

Ottimizzazione della struttura finanziaria

In alcune strategie, in particolare nel buyout, una leva finanziaria controllata può ottimizzare la struttura del capitale. Il debito, se calibrato con prudenza, può migliorare il rendimento del capitale proprio.

Tuttavia, questa leva è rilevante solo se l'azienda dispone di una generazione di liquidità resiliente e di una visibilità sufficiente sui suoi flussi futuri. La leva non crea valore di per sé: amplifica principalmente l'esecuzione, in senso favorevole o sfavorevole.

Investimenti a lungo termine e disciplina di uscita

Il Private Equity prevede un orizzonte temporale di detenzione pluriennale per ciascuna partecipazione. Questo lungo periodo consente di attuare un piano strutturato di creazione di valore e quindi di preparare un'uscita.

La cessione, che avvenga a un industriale, a un altro fondo o tramite un'offerta pubblica iniziale, costituisce una fase determinante. Le condizioni di mercato giocano un ruolo importante, ma anche la qualità del lavoro preparatorio, la governance e la solidità dei fondamentali influenzano fortemente la valutazione.

I fattori che determinano la creazione di valore spiegati dal nostro Chief Investment Officer

In questo video, il nostro Chief Investment Officer analizza i meccanismi di creazione di valore nel Private Equity, ponendo l'accento sulla trasformazione operativa, l'allineamento degli interessi e la disciplina di investimento a lungo termine. Investire nel Private Equity comporta rischi di illiquidità e perdita di capitale.

Gli indicatori di performance nel Private Equity

La performance di un fondo di Private Equity viene valutata attraverso diversi indicatori complementari.

Il tasso di rendimento interno (TIR IRR)

Misura la redditività annualizzata tenendo conto del fattore tempo.

Il multiplo del capitale investito (MOIC)

Indica quante volte è stato moltiplicato il capitale investito.

Esistono altri indicatori, come il DPI, che riflette gli importi effettivamente distribuiti, o il TVPI, che include il valore residuo delle partecipazioni, che consentono di analizzare la performance nelle diverse fasi del ciclo del fondo.

Questi indicatori devono essere interpretati considerando l'intero periodo di investimento e contestualizzati in relazione al contesto macroeconomico, al segmento strategico e all Vintage.

L'approccio Altaroc Private Equity

In Altaroc applichiamo al private equity gli standard dei grandi investitori istituzionali: una visione a lungo termine, una selezione rigorosa dei gestori e una costruzione del portafoglio disciplinata. Questa metodologia, adattata alle esigenze patrimoniali private, mira a coniugare performance sostenibili e gestione del rischio.

Focus su due concetti chiave: la curva a J e l’effetto Vintage

Per comprendere il Private Equity è necessario integrare anche due concetti fondamentali.

La curva a J

La J-Curve descrive l'andamento tipico della performance di un fondo di Private Equity. I primi anni possono essere caratterizzati da rendimenti negativi legati alle spese iniziali e alla fase di investimento. La creazione di valore si concretizza generalmente in un secondo momento, al momento delle cessioni.

La curva a J: una fase strutturante nel Private Equity

La curva a J è una caratteristica strutturale del Private Equity. Essa riflette la temporalità specifica della creazione di valore: impiego del capitale, trasformazione operativa, quindi monetizzazione delle partecipazioni. Per approfondire questo concetto chiave del capitale di investimento, consultate la nostra analisi dedicata.

L'effetto Vintage

L'anno di lancio di un fondo, detto Vintage, influenza fortemente le sue performance future. Le condizioni macroeconomiche al momento dell'investimento svolgono un ruolo determinante, in particolare attraverso i livelli di valutazione iniziali, l'accesso ai finanziamenti e il contesto competitivo delle operazioni. Diversificare su più annate consente di attenuare gli effetti del ciclo economico e di ridurre il rischio di timing.

Andamento del private equity per Vintage tempo
Andamento del private equity per Vintage tempo

Quali sono i rischi del Private Equity?

Investire in Private Equity implica l'accettazione di diversi rischi specifici legati alla natura stessa del capitale di investimento. Tali rischi devono essere analizzati in coerenza con l'orizzonte di investimento e il profilo patrimoniale dell'investitore.

Il rischio di perdita di capitale

Come ogni classe di attività esposta all'economia reale, il Private Equity comporta il rischio di perdita parziale o totale del capitale investito. Alcune società finanziate potrebbero non raggiungere i propri obiettivi di crescita o essere influenzate da un'inversione di tendenza del settore, da una rivoluzione tecnologica o da un contesto macroeconomico sfavorevole. La creazione di valore non è mai garantita e dipende dalla qualità dell'esecuzione strategica.

Il rischio di illiquidità

L'illiquidità è una caratteristica strutturale del Private Equity. I capitali vengono impegnati per un periodo generalmente compreso tra otto e dodici anni, senza garanzia di uscita anticipata. Questo vincolo impone una rigorosa pianificazione dell'allocazione globale e la capacità di immobilizzare una parte del capitale a lungo termine.

La dispersione delle performance tra i fondi

Nel settore del private equity si osserva una notevole dispersione dei rendimenti. Il divario tra i fondi del primo quartile e quelli dell'ultimo quartile può essere significativo. La scelta del gestore, la disciplina di investimento e la qualità del Vintage un ruolo determinante nel risultato finale. Questa realtà sottolinea l'importanza di un'analisi approfondita nella fase preliminare.

Il ruolo del private equity nell'allocazione a lungo termine

In una strategia patrimoniale globale, il Private Equity può contribuire a diversificare l'esposizione ai motori di crescita dell'economia non quotata. La sua integrazione in un'allocazione di asset deve essere calibrata in funzione della tolleranza al rischio, dell'orizzonte di investimento e delle esigenze di liquidità.

Un'allocazione eccessiva può creare vincoli finanziari a breve termine. Al contrario, un'allocazione proporzionata può consentire di diversificare le potenziali fonti di performance, a integrazione dei mercati quotati, accettando al contempo i vincoli specifici dei titoli non quotati.

L'approccio istituzionale e la strategia di reinvestimento

Gli investitori istituzionali adottano generalmente un approccio graduale al Private Equity. Diversificano i loro impegni per annate e reinvestono regolarmente nei team di gestione ritenuti performanti. Questa strategia di "re-up" mira a livellare i cicli economici, ridurre il rischio di timing e costruire un'esposizione coerente nel tempo.

L'investimento in Private Equity rientra quindi in una logica di allocazione strategica a lungo termine piuttosto che in un approccio opportunistico a breve termine.

Come investono gli investitori istituzionali nel Private Equity?

Gli investitori istituzionali e gli attori storici del Private Equity costruiscono la loro esposizione nel tempo: diversificazione per annate, reinvestimenti successivi ("re-up"), selezione rigorosa dei team e disciplina di allocazione. Questo approccio progressivo consente di attenuare gli effetti del ciclo e ottimizzare la creazione di valore nel lungo termine. Scoprite il nostro programma Re-up, ispirato alle pratiche di investimento istituzionale nel private equity, spiegato dal nostro Chief Investment Officer Louis Flamand Investire nel private equity comporta rischi di illiquidità e perdita di capitale

La differenza tra Private Equity e Borsa

Il private equity e gli investimenti in borsa si basano su logiche strutturalmente diverse, sia per quanto riguarda la natura delle imprese finanziate che per il livello di coinvolgimento, la liquidità o il profilo di rischio. Comprendere queste differenze è fondamentale per valutare il loro ruolo rispettivo in una strategia patrimoniale a lungo termine.

Tipo di aziende interessate

Il Private Equity consiste nell'investire in società non quotate in borsa. Si tratta generalmente di società in fase di crescita, trasmissione, trasformazione strategica o sviluppo internazionale. L'investitore interviene in momenti chiave della vita dell'azienda, spesso in stretta collaborazione con i team dirigenziali.

Al contrario, investire in borsa consente di acquistare azioni di società già quotate sui mercati pubblici. Queste società sono soggette a rigorosi obblighi di trasparenza finanziaria e a una valutazione giornaliera determinata dall'offerta e dalla domanda sui mercati.

Liquidità degli investimenti

La liquidità costituisce una delle principali differenze tra il Private Equity e i mercati finanziari.

Nel Private Equity, il capitale è immobilizzato per un lungo periodo, generalmente compreso tra 8 e 12 anni. Le possibilità di uscita (cessione industriale, rivendita ad un altro fondo, quotazione in borsa) intervengono al termine di un ciclo di creazione di valore. Questa illiquidità strutturale è parte integrante del modello.

In borsa, le azioni possono essere acquistate e rivendute in qualsiasi momento durante gli orari di apertura dei mercati. Questa elevata liquidità offre una grande flessibilità di allocazione, consentendo di adeguare rapidamente la propria esposizione in funzione delle condizioni economiche o dei propri obiettivi patrimoniali.

Livello di coinvolgimento degli investitori

Anche il livello di coinvolgimento differisce in modo significativo.

Nel Private Equity, gli investitori, tramite le società di gestione, svolgono un ruolo attivo nella governance delle imprese finanziate. Partecipano alle decisioni strategiche, affiancano i dirigenti e mettono a disposizione la loro esperienza operativa e settoriale. L'obiettivo è accelerare la creazione di valore nel lungo termine.

In borsa, l'azionista individuale ha generalmente un'influenza limitata sulla strategia dell'azienda, salvo nel caso in cui detenga una quota significativa del capitale. La governance rimane principalmente nelle mani del management e del consiglio di amministrazione.

Potenziale di rendimento e livello di rischio

Il profilo rendimento/rischio costituisce un altro importante elemento di differenziazione.

Il Private Equity offre accesso a opportunità meno accessibili agli investitori tradizionali, in particolare nel segmento delle PMI e delle medie imprese non quotate. Tuttavia, la dispersione delle performance tra i fondi può essere significativa. I rischi specifici includono in particolare l'illiquidità, il rischio di esecuzione strategica e la possibilità di perdita di capitale.

Gli investimenti in borsa, invece, sono esposti principalmente alla volatilità dei mercati finanziari. Le valutazioni possono subire forti oscillazioni nel breve termine a causa dei cicli economici, dei tassi di interesse o del contesto geopolitico. In compenso, la liquidità consente di adeguare più facilmente la propria esposizione.

Informazioni importanti

Investire nel Private Equity comporta dei rischi. Né i rendimenti né il capitale sono garantiti.

Conclusione: comprendere le sfide del private equity prima di investire

Comprendere il Private Equity significa comprendere una classe di attività complessa, basata sulla trasformazione strategica delle imprese, su un'illiquidità accettata e su una significativa dispersione dei rendimenti tra i gestori.

Il capitale di investimento non costituisce né un sostituto automatico dei mercati quotati né una garanzia di rendimento. Si tratta di uno strumento di allocazione a lungo termine la cui pertinenza dipende dalla qualità della selezione, dalla disciplina di investimento e dalla coerenza con gli obiettivi patrimoniali e i vincoli di liquidità dell'investitore.

Domande frequenti sul private equity

Che cos'è il private equity?

Il Private Equity è una strategia di investimento che consiste nel finanziare società non quotate in borsa tramite fondi specializzati, al fine di aumentarne il valore nel lungo termine grazie a una gestione attiva.

Come funziona un fondo di private equity?

Un fondo di Private Equity raccoglie capitali dagli investitori (LP), li investe progressivamente in diverse imprese, ne accompagna lo sviluppo strategico e poi ne organizza la cessione in un arco di tempo che varia generalmente tra gli otto e i dodici anni.

Che cos'è la curva a J nel private equity?

La J-Curve indica l'andamento tipico della performance di un fondo di Private Equity: una fase iniziale caratterizzata da rendimenti bassi o negativi legati alle spese e agli investimenti, seguita da un progressivo miglioramento durante le cessioni.

È possibile perdere il proprio capitale nel Private Equity?

Sì. Il Private Equity comporta un rischio di perdita parziale o totale del capitale investito, nonché un rischio di illiquidità, che richiede un'analisi rigorosa e un adeguamento all'orizzonte di investimento.

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Salma Moumen - Responsabile di progetto
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