Inside Private Equity - Edizione del 26 febbraio 2025
Sintesi
In questa decima puntata di Inside Private Equity, il programma si concentra su una questione molto concreta per gli investitori: come investire in modo efficace il 10% del proprio patrimonio nel private equity. Frédéric Stolar spiega che gli investitori istituzionali adottano un approccio strutturato su tre livelli: definire il rapporto rendimento/rischio, scegliere un orizzonte temporale di lungo periodo e chiarire l’obiettivo patrimoniale (redditi regolari o capitalizzazione). Contrariamente alle credenze comuni, essi non investono il proprio capitale in un’unica soluzione, ma distribuiscono i propri investimenti nel tempo, impegnando ogni anno una frazione del capitale per diversificare i punti di ingresso e ridurre il rischio di ciclo. La storia di successo del gruppo Esker illustra perfettamente la complementarità tra mercati quotati e private equity. Dopo anni in borsa, l’azienda ha scelto di ritirarsi dalla quotazione per accelerare la propria crescita con il sostegno di fondi specializzati. Questo passaggio dal pubblico al privato dimostra che il private equity non è solo una fase iniziale, ma può anche diventare una leva strategica per superare nuove tappe di sviluppo, in particolare in contesti tecnologici complessi come quello dell’intelligenza artificiale.La puntata mette inoltre in luce le principali tendenze del mercato con un focus sulla raccolta di fondi. Dopo un rallentamento nel 2024, gli investitori stanno tornando gradualmente con un approccio più selettivo e strategico. Il settore si sta polarizzando tra attori vincenti e perdenti, con forti requisiti in termini di creazione di valore, specializzazione e pertinenza delle strategie. Il consolidamento del mercato accelera, mentre nuove aree geografiche come l’Asia e l’America Latina assumono importanza. Lo zoom settoriale sul software conferma il suo status di pilastro del private equity. Grazie a ricavi ricorrenti, una forte redditività e prospettive di crescita legate al cloud e all’IA, questo settore attira massicciamente i fondi. I software critici (“systems of record”) offrono solide barriere all’ingresso e un’elevata resilienza, rafforzando la loro attrattiva nonostante le valutazioni talvolta elevate.Infine, le parole di un consulente patrimoniale ricordano che il private equity sta diventando progressivamente accessibile agli investitori privati. Consente di diversificare i portafogli, migliorare il rendimento e partecipare all’economia reale, a condizione di essere ben accompagnati e di adottare una visione a lungo termine. L’allocazione varia generalmente tra il 5% e il 25% a seconda del profilo dell’investitore.










