Intervista a Mike Capone, CEO di Qlik
Sintesi
Qlik rappresenta una delle principali storie di successo del private equity nei settori del software, dei dati e dell’intelligenza artificiale. Fondata in Svezia oltre 30 anni fa, l’azienda si è inizialmente affermata nell’analisi visiva dei dati, per poi evolversi in una piattaforma completa che copre l’integrazione, la governance, la trasformazione, l’analisi e lo sfruttamento dei dati tramite l’IA. Oggi valutata circa 10 miliardi di dollari, Qlik affianca le aziende in una sfida ormai centrale: rendere i propri dati affidabili, accessibili e utilizzabili su larga scala. Sotto la guida di Mike Capone, Qlik ha condotto una profonda trasformazione, passando da un modello di licenze perpetue a un modello SaaS basato su abbonamento e ricavi ricorrenti. La partnership con Thoma Bravo è stata determinante in questa transizione. Uscendo dai mercati quotati, l’azienda ha potuto trasformarsi con maggiore serenità, senza subire la pressione trimestrale dei mercati pubblici. Thoma Bravo ha apportato la propria competenza settoriale, la propria esperienza nelle acquisizioni e il proprio supporto operativo. Questa collaborazione ha permesso a Qlik di accelerare notevolmente il proprio sviluppo, in particolare grazie a 16 acquisizioni, tra cui Talend, che hanno rafforzato la sua piattaforma end-to-end. L’azienda registra ora una crescita solida, un’elevata redditività e una maggiore capacità di innovazione. Il sostegno del Private Equity ha inoltre permesso di preservare una cultura dell’efficienza, investendo in modo intelligente in R&S, talenti e tecnologie chiave. Qlik si posiziona oggi al centro della rivoluzione dell’intelligenza artificiale. Per Mike Capone, l’IA può funzionare efficacemente solo se i dati sono ben strutturati, governati e protetti. Questo è proprio il ruolo di Qlik: fornire le basi necessarie per consentire alle aziende di sfruttare l’IA in modo affidabile ed efficiente. L’intervista mette inoltre in evidenza una visione positiva della democratizzazione del Private Equity. Mike Capone ritiene che questa classe di attività possa diventare uno strumento di diversificazione rilevante per un numero maggiore di investitori, a condizione di garantire maggiore trasparenza, formazione e governance.








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