Inside Private Equity - Il grande resoconto di 29 maggio 2024
Sintesi
Questo «Grand Debrief» approfondisce i temi principali della trasmissione dedicata al Private Equity: rischio, illiquidità, scelta dei settori, tempistica degli investimenti, uscite, democratizzazione e selezione dei fondi. Frédéric Stolar ricorda innanzitutto che nel Private Equity è possibile perdere denaro, anche nei fondi migliori, ma che tale rischio risulta fortemente attenuato in un portafoglio diversificato. Il rischio principale rimane soprattutto l’illiquidità: l’investitore deve accettare un orizzonte temporale lungo, spesso intorno ai 7-10 anni, in cambio di un potenziale premio di performance. Alexandre de Vigan torna sull’utilizzo concreto dei fondi raccolti da Nfinite. Una raccolta di fondi si inserisce in un business plan preciso, convalidato con gli investitori. Spiega inoltre che l’obiettivo non è ottenere lo status di unicorno, ma costruire un’azienda solida, leader mondiale nel proprio settore, con ricavi ricorrenti significativi.I relatori descrivono poi in dettaglio i settori più ricercati dai fondi: software, dati, sanità, servizi digitali e servizi a valore aggiunto. Questi settori attraggono perché combinano crescita, resilienza, margini elevati, ricavi ricorrenti e capacità di generare flussi di cassa. Il modello SaaS è particolarmente apprezzato per la sua visibilità e ricorrenza. Il dibattito affronta anche le uscite dagli investimenti. I fondi anticipano, fin dall'acquisizione, i possibili scenari di cessione, che si tratti di una vendita a un operatore industriale, a un altro fondo o, più raramente, di una quotazione in Borsa. La vendita a un operatore industriale è spesso privilegiata perché può includere un premio strategico. Louis Flamand sottolinea che il mercato del Private Equity sembra normalizzarsi progressivamente dopo due anni di adattamento all'aumento dei tassi. Le valutazioni sono diminuite, il finanziamento LBO disponibile e la visibilità macroeconomica migliora, anche se i rischi geopolitici permangono. Aleksandra Putra conferma che le raccolte di fondi richiedono più tempo, ma che i migliori gestori continuano ad essere molto richiesti. Il mercato si sta polarizzando: i fondi d’eccezione continuano ad essere sovrascritti, mentre gli altri devono convincere maggiormente.Infine, la trasmissione sottolinea la democratizzazione del Private Equity tra gli investitori privati. Frédéric Stolar ritiene che questa apertura sia solo agli inizi, con un potenziale significativo, a condizione di rispettare le regole fondamentali: orizzonte a lungo termine, diversificazione, selezione rigorosa dei gestori e accettazione dell’illiquidità.In sintesi: questo debrief presenta il Private Equity come una classe di attività esigente, selettiva e a lungo termine, in cui la performance si basa sulla qualità degli imprenditori, sulla disciplina dei fondi, sulla diversificazione e sulla capacità di accompagnare in modo sostenibile la crescita delle imprese.









