Inside Private Equity - Il rapporto di giugno 26
Sintesi
Questa puntata approfondisce il dibattito sul private equity incentrandosi su due temi principali: gli scenari di uscita e il momento giusto per investire. Il debriefing si concentra innanzitutto sull’uscita dei fondi: IPO, cessione industriale o nuovo investitore finanziario. Emmanuel Straschnov, cofondatore di Bubble, privilegia l’indipendenza e punta piuttosto a una quotazione in Borsa. Henri de Castries e Frédéric Stolar ricordano tuttavia che non esiste un unico scenario ideale: l’uscita giusta dipende dalla maturità dell’azienda, dal progetto dei fondatori e dall’allineamento con il fondo. La trasmissione affronta poi il ruolo dello Stato e della regolamentazione. Claire Chabrier sottolinea che la legge PACTE e la legge Industria verde favoriscono l’accesso dei privati al mercato non quotato, in particolare tramite le assicurazioni sulla vita e i fondi pensione. Henri de Castries insiste sulla necessità di una stabilità normativa e di un quadro europeo più favorevole all’assunzione di rischio a lungo termine. Una parte importante è dedicata al rapporto tra imprenditori e fondi. Il Private Equity viene presentato come uno sparring partner: apporta capitali, ma anche reclutamento, competenze, benchmark, una rete di dirigenti e uno sguardo esigente sulle decisioni strutturanti. Infine, la tavola rotonda con i consulenti patrimoniali risponde alla questione del market timing. Il consenso è chiaro: nel Private Equity, è meno importante cercare “il momento giusto” che costruire una strategia regolare nel tempo. I relatori raccomandano di investire in annate successive, come fanno gli investitori istituzionali, al fine di livellare i cicli e mantenere il capitale al lavoro. L’aumento dei tassi viene analizzato come un fattore di riallineamento delle valutazioni: ha potuto pesare sulle operazioni passate, ma crea anche migliori punti di ingresso per i nuovi investimenti. Il Private Equity viene inoltre presentato come una classe di attività potenzialmente protettiva contro l’inflazione, a condizione di selezionare aziende in grado di trasferire gli aumenti dei prezzi grazie al loro potere di determinazione dei prezzi.










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