Inside Private Equity - Novembre 27 numero 2024 numero
Sintesi
Questa puntata di Inside Private Equity illustra come il private equity possa diventare uno strumento patrimoniale a lungo termine, in particolare per prepararsi alla pensione, diversificare il proprio patrimonio e investire nell'economia reale. Frédéric Stolar spiega innanzitutto la curva a J, un fenomeno classico del private equity legato alle spese iniziali e alla valutazione prudente degli attivi all’inizio della vita di un fondo. Sottolinea che i fondi evergreen possono semplificare l’accesso al private equity, ma che devono essere strutturati con cura per evitare effetti di diluizione e preservare l’equità tra gli investitori. La trasmissione esplora poi l’interesse del private equity nel risparmio previdenziale, dove il lungo periodo, la fiscalità e gli interessi composti possono creare un potente effetto di capitalizzazione. La storia di successo del gruppo Premium illustra il ruolo attivo dei fondi nella strutturazione, nella crescita e nella digitalizzazione di un’impresa. Il suo fondatore, Olivier Farouz, ripercorre il contributo successivo di Montefiore, Eurazeo e poi Blackstone, che hanno accompagnato l’azienda nel suo sviluppo, nelle sue acquisizioni e nella sua ambizione europea. La trasmissione affronta anche il mercato secondario con Future Standard, presentato come uno strumento di gestione della liquidità e di diversificazione sempre più utilizzato dagli investitori istituzionali. La rubrica dedicata agli imprenditori mostra invece che il private equity può essere utilizzato sia a titolo personale che attraverso una società, con impatti fiscali diversi e il potenziale interesse di strutture come il contratto di capitalizzazione. Infine, François Candelon di Seven2 come l’intelligenza artificiale stia diventando una leva centrale per la creazione di valore nelle imprese accompagnate dai fondi. L'IA consente di ottimizzare i processi, trasformare i modelli economici e accelerare la performance operativa. In conclusione, gli investitori di Magdala ricordano che il private equity richiede formazione, costanza e un orizzonte temporale lungo, ma sta diventando un elemento sempre più importante nelle strategie patrimoniali dei clienti privati.









