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Investire in titoli non quotati nel 2026: guida alla comprensione

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Salma Moumen
Salma Moumen
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Gli investimenti non quotati, spesso raggruppati sotto la denominazione di mercati privati, occupano un posto sempre più importante nella gestione a lungo termine. Essi consentono di accedere a imprese, progetti e attività che si sviluppano al di fuori dei mercati finanziari pubblici.
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Che cos'è un investimento non quotato?

Definizione sintetica

Gli investimenti non quotati comprendono l'insieme degli investimenti effettuati al di fuori dei mercati azionari. Possono riguardare sia società private che beni immobiliari non quotati, debito privato, infrastrutture o ancora progetti di innovazione e tecnologie dirompenti, in particolare nel settore del deep tech.

Questi investimenti non sono oggetto di operazioni quotidiane. Sono caratterizzati da una valutazione meno frequente, da un orizzonte temporale spesso lungo e da un’esposizione alle dinamiche operative piuttosto che alle fluttuazioni di mercato immediate.

Perché alcune aziende rimangono non quotate?

Numerose aziende scelgono consapevolmente di rimanere private per una serie di ragioni fondamentali. Alcune desiderano mantenere un controllo più stretto sul proprio capitale e limitare la diluizione degli azionisti storici, come spiega il Global Private Equity Report 2026 di Bain & Company.

Altri preferiscono un contesto meno vincolante dal punto di vista normativo e in termini di obblighi di informativa finanziaria rispetto alle società quotate.

Questa scelta consente inoltre di attuare strategie di sviluppo pluriennali senza essere soggetti alla pressione dei risultati trimestrali, un fattore regolarmente individuato dai dirigenti intervistati negli studi di Graham, Harvey e Rajgopal e ripreso da McKinsey.

Infine, numerose aziende sono alla ricerca del supporto strategico, operativo e settoriale offerto dalle società di gestione di private equity, al di là del semplice apporto di capitale.

Il mondo degli investimenti nel Private Equity, un universo più vasto di quello dei mercati quotati
Il mondo degli investimenti nel Private Equity, un universo più vasto di quello dei mercati quotati

Le principali categorie di investimenti non quotati

Il mondo dei mercati privati comprende diversi segmenti:

Ogni categoria presenta un profilo di rischio, una dinamica di valutazione e un orizzonte temporale specifici.

Perché l'interesse per i titoli non quotati è in aumento nel 2026?

Una classe di attività storicamente istituzionale

Il crescente interesse per i mercati privati nel 2026 si inserisce nel quadro di una tendenza di lungo periodo. Secondo il Global Private Markets Report 2025 di McKinsey, gli investitori istituzionali, in particolare assicuratori, fondi pensione e fondi sovrani, integrano da diversi decenni il private equitye altre attività non quotate nelle loro allocazioni, al fine di diversificare i propri portafogli eaccedere a fattori di creazione di valore complementari rispetto ai mercati quotati.

Il loro obiettivo consiste, in particolare, nel rafforzare la visibilità a lungo termine, nell’attenuare l’impatto dei cicli economici e nel contribuire al finanziamento dell’economia reale. Ciò consente inoltre di sostenere direttamente la crescitadelle imprese non quotate.

Questa pratica istituzionale, ormai meglio documentata e più ampiamente compresa, contribuisce a legittimare l’interesse per i titoli non quotati presso un pubblico più ampio.

Motori specifici per la creazione di valore

Il settore non quotato si basa su fattori di creazione di valore che differiscono sensibilmente da quelli osservati sui mercati pubblici.

  • Unagovernance strutturata e attiva, che consente ai gestori di intervenire più direttamente negli orientamenti strategici delle imprese. Questa vicinanza facilita il monitoraggio operativo, la rapidità decisionale e l'allineamento tra azionisti e dirigenti.
  • Iniziative operative volte a migliorare le prestazioni in modo sostenibile, come l'ottimizzazione dei processi, il rafforzamento dei team, gli investimenti nella digitalizzazione o l'apertura di nuovi mercati. Queste azioni rientrano generalmente in piani pluriennali, con un'attuazione graduale.
  • Strategie elaborate nel corso di diversi anni, che consentono di accompagnare le aziende in profondi processi di trasformazione. Questo lungo periodo di tempo offre la possibilità di realizzare progetti strutturanti, spesso difficili da realizzare in un contesto quotato in borsa e soggetto a forti pressioni a breve termine.

Questi meccanismi sono elementi che si riscontrano spesso nel mondo dei titoli non quotati, senza tuttavia garantire un risultato né eliminare i rischi associati.

Il ruolo della diversificazione

La diversificazione è uno degli argomenti più frequentemente citati per spiegare il crescente interesse nei confronti dei mercati privati nel 2026.

  • L'ampliamento della diversità delle società in portafoglio, grazie all'accesso a società di varie dimensioni, maturità e settori, spesso assenti dai mercati pubblici. Questa varietà consente di integrare motori di crescita diversi da quelli disponibili nell'universo quotato.
  • L'esposizione a una pluralità di settori e aree geografiche, che può contribuire a bilanciare un portafoglio, in particolare quando i cicli economici non sono sincronizzati tra le diverse regioni o settori.
  • Minore sensibilità alle fluttuazioni quotidiane dei mercati, poiché le valutazioni dei titoli non quotati variano meno frequentemente e sono legate più alla performance operativa che al sentiment del mercato. Questa caratteristica può attenuare la volatilità percepita, anche se non elimina i rischi economici di fondo.

Nel loro insieme, questi fattori spiegano perché il mercato non quotato continui a suscitare un crescente interesse nel 2026. Un contesto in cui gli investitori cercano di rafforzare la diversificazione a lungo termine e di accedere a fonti di creazione di valore diverse da quelle offerte dai mercati pubblici.

Questa diversificazione rimane teorica e non pregiudica le prestazioni future.

Private equity: un pilastro strutturale dei mercati privati

All’interno dei mercati privati, il private equity occupa un posto speciale. Ciò è dovuto al suo peso economico, alla diversità delle sue strategie e al suo ruolo nel finanziamento delle imprese. Spesso costituisce il principale punto di accesso al mercato non quotato, sia per gli investitori istituzionali che per gli investitori esperti.

Piuttosto che formare un blocco omogeneo, il Private Equity riunisce diverse logiche di intervento distinte. Ciascuna riflette la diversità del tessuto economico finanziato.

Alcune strategie si concentrano su imprese giovani e innovative, ancora in fase di sviluppo. Altre puntano invece su società più consolidate, con una comprovata esperienza operativa e finanziaria.

Questa pluralità consente di esporre un portafoglio a diversi fattori di valore, legati talvolta all’innovazione, talvolta alla crescita organica o all’ottimizzazione dei modelli esistenti.

In un'allocazione a lungo termine, il Private Equity è quindi considerato come un insieme di sottostrategie complementari, ciascuna delle quali presenta profili specifici in termini di rischio, temporalità e creazione di valore.

Illustrazione delle 4 strategie del Private Equity
Le strategie 4 del Private Equity

Le 4 strategie del Private Equity

È fondamentale comprendere le caratteristiche specifiche delle diverse strategie di Private Equity, che rispondono a obiettivi distinti e non presentano le stesse implicazioni a seconda dei profili degli investitori. In questo video, Louis Flamand, Chief Investment OfficerAltaroc, illustra le specificità di ciascuna di queste strategie.

Come si organizza concretamente un investimento in Private Equity?

Investire nel private equity significa inserirsi in un quadro temporale strutturato, molto diverso da quello degli investimenti quotati.

L'investimento avviene generalmente nell'ambito di un fondo collettivo, in cui l'impiego del capitale avviene in modo graduale.

Dopo la fase di costituzione del fondo, i capitali impegnati vengono richiamati nell'arco di diversi anni al fine di finanziare gli investimenti successivi.

A questo periodo fa seguitouna fase di accompagnamento delle imprese, durante la quale i team di gestione attuano i propri piani di sviluppo, ottimizzazione o trasformazione.

Le cessioni, dal canto loro, avvengono in modo scaglionato, in base alle opportunità di mercato e alla maturità delle partecipazioni.

Questo funzionamento comporta una visibilità limitata nel breve termine, ma si inserisce in una logica di lungo termine, in cui il valore viene creato progressivamente.

La durata complessiva dell'esposizione, spesso pari a circa dieci anni, riflette la natura illiquida del Private Equity e i tempi necessari per l'attuazione delle strategie operative.

Esempio di ciclo di vita di un fondo di Private Equity
Illustrazione del ciclo di vita di un fondo di private equity

La durata totale è spesso compresa tra 8 e 12 anni, riflettendo l'illiquidità intrinseca di questa classe di attività.

L'importanza del quadro gestionale nelle strategie non quotate

Quali sono i punti specifici da tenere sotto controllo nel caso dei titoli non quotati?

Gli investimenti non quotati presentano caratteristiche che richiedono un'attenta valutazione dei rischi associati, al di là dei rendimenti osservati o previsti.

La prima particolarità risiede nellamancanza di liquidità immediata. I capitali investiti sono generalmente immobilizzati per un lungo periodo, senza possibilità di uscita anticipata a condizioni equivalenti a quelle dei mercati quotati. Questo vincolo impone una pianificazione rigorosa dell’allocazione complessiva.

Inoltre, l'andamento delle società non quotate può variare notevolmente a seconda dei settori, dei contesti macroeconomici e delle scelte strategiche adottate.

Questa dispersione si riscontra anche tra le annate e le partite, rendendo difficili i confronti e sottolineando l’importanza della selezione.

Infine, la creazione di valore dipende in larga misura dall’esecuzione operativa. Gli imprevisti di natura economica, normativa o concorrenziale possono influire sulla realizzazione dei piani iniziali. 

Questi elementi ricordano che i titoli non quotati sono destinati principalmente agli investitori in grado di accettare un orizzonte temporale lungo, una visibilità ridotta e la possibilità di una perdita di capitale.

Domande frequenti

Perché gli investitori sono interessati al private equity e ai titoli non quotati?

Gli investitori sono interessati al private equity e ai titoli non quotati perché questi universi offrono una diversificazione complementare ai mercati quotati. Ciò consente di accedere ad aziende che non sono presenti sui mercati pubblici. Essi ricercano inoltre strategie che si inseriscano in un orizzonte a lungo termine. Queste caratteristiche possono contribuire a completare un'allocazione esistente, senza garantire una performance né ridurre l'insieme dei rischi.

Quali sono i principali rischi associati agli investimenti non quotati?

I principali rischi associati agli investimenti non quotati sono:

  • l'illiquidità, poiché i capitali rimangono impegnati per diversi anni,
  • la dispersione dei rendimenti, che può essere significativa da un gestore del fondo da una strategia all’altra,
  • il rischio operativo, legato alla capacità delle imprese private di attuare il proprio piano strategico.

Gli investimenti non quotati comportano anche un rischio di perdita di capitale, il che richiede un'analisi rigorosa del profilo di rischio.

Quale orizzonte di investimento devono prevedere gli investitori per il Private Equity?

Quando investono nel private equity, gli investitori devono generalmente prevedere un orizzonte di investimento a lungo termine, spesso compreso tra gli otto e i dodici anni.

Questo orizzonte temporale riflette l'intero ciclo di vita di un fondo, che comprende in successione la fase di investimento, l'attuazione delle iniziative volte alla creazione di valore e le cessioni graduali delle partecipazioni.

Alcune strategie possono tuttavia avere durate diverse, a seconda dello strumento utilizzato o delle condizioni di mercato.

Come possono gli investitori accedere al mercato non quotato?

Gli investitori possono accedere al mercato non quotato tramite fondi specializzati riservati a investitori esperti, tramite strumenti regolamentati accessibili a determinate condizioni di idoneità o tramite piattaforme che offrono un’esposizione indiretta a fondi istituzionali, a seconda del quadro giuridico applicabile.

Qualsiasi operazione deve essere effettuata con l'assistenza di un consulente patrimoniale di un professionista abilitato, al fine di verificare la coerenza tra il prodotto, la situazione personale e gli obiettivi a lungo termine.

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