I Family Office attribuiscono grande importanza al private equity nelle loro allocazioni patrimoniali. In Francia, secondo il Barometro AFFO-EY 2025, esso rappresenta in media il 34% dei loro portafogli. Tale allocazione si inserisce in una visione a lungo termine basata sulla diversificazione, sulla selezione rigorosa dei gestori e sull’accesso alle società non quotate.
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Secondo l'11° Barometro AFFO-EY pubblicato nel 2025, il private equity rappresenta il 34% dell'allocazione media dei family office francesi, davanti alle azioni quotate (23%) e al settore immobiliare (16%). Questo dato evidenzia una tendenza di fondo: i grandi patrimoni familiari attribuiscono un ruolo sempre più importante ai mercati privati nella loro strategia patrimoniale a lungo termine.
Perché una tale allocazione? In che modo i Family Office costruiscono i propri portafogli? Investono direttamente nelle aziende o privilegiano i fondi specializzati? E, soprattutto, quali insegnamenti può trarre un investitore patrimoniale da queste pratiche?
In questo articolo analizziamo i motivi che spingono i Family Office a investire nel private equity come pilastro della loro allocazione, basandoci sui principali studi del settore, in particolare quellidell'AFFO,di UBS, di Campden Wealth e di Bain & Company.
Perché i Family Office prediligono il private equity
Il peso del private equity nei portafogli dei family office non è frutto di una moda passeggera. Esso riflette una strategia patrimoniale coerentecon i loro obiettivi, il loro orizzonte di investimento e la loro cultura imprenditoriale.
Un orizzonte di investimento compatibile con i mercati privati
A differenza di molti investitori privati, i Family Office ragionano generalmente su un arco temporale di diversi decenni, se non addirittura di diverse generazioni.
La loro priorità è quella di preservare e far crescere il patrimonio familiare nel lungo periodo, piuttosto che puntare su una liquidità costante.
Il private equity si inserisce naturalmente in questa logica. I fondi di private equity investono generalmente con orizzonti temporali compresi tra gli otto e i dodici anni, lasciando alle imprese il tempo necessario per attuare la propria strategia di sviluppo, migliorare la propria performance operativa e creare valore.
Questa tempistica è perfettamente compatibile con gli obiettivi patrimoniali di un Family Office.
Una cultura imprenditoriale vicina alle imprese assistite
Molti Family Office nascono dalla cessione di un’azienda familiare.
I loro fondatori conoscono bene le sfide che i dirigenti devono affrontare: espansione internazionale, crescita esterna, selezione dei team dirigenziali o trasferimento dell'azienda.
Investire nel private equity permette loro quindi di continuare a sostenere l'economia reale, pur rimanendo vicini a un settore che conoscono bene.
Questa vicinanza spiega anche l'interesse di alcuni Family Office per i coinvestimenti o gli investimenti diretti, a integrazione dei fondi specializzati.
Una ricerca di diversificazione
I mercati quotati rappresentano oggi solo una parte della creazione di valore delle imprese.
Molte società in forte crescita rimangono private più a lungo rispetto al passato. Secondo Bain & Company, il numero di imprese finanziate dal capitale di rischio è aumentato notevolmente negli ultimi due decenni, ampliando le opportunità di investimento al di fuori dei mercati azionari.
Per i Family Office, l’integrazione del private equity consente quindi di diversificare i fattori che generano valore all’interno del portafoglio.
Una selezione accurata dei migliori gestori
I Family Office più sofisticati, in genere, non cercano di esporsi all'intero mercato del private equity.
Privilegiano una selezione rigorosa di gestori esperti, in grado di affiancare le imprese nel lungo periodo e di attuare strategie di creazione di valore che facciano la differenza.
Questo approccio ricorda quello dei grandi investitori istituzionali, che attribuiscono particolare importanza alla qualità dei team di gestione, al loro track record e alla loro capacità di agire in diversi cicli economici.
Motivazioni principali
Perché favoriscono il private equity
Orizzonte lungo
Compatibile con investimenti di durata compresa tra 8 e 12 anni
Cultura imprenditoriale
Comprensione delle sfide che i dirigenti devono affrontare
Diversificazione
Accesso a società non quotate
Creazione di valore
Supporto operativo alle imprese
Visione intergenerazionale
Sviluppo del patrimonio nel lungo periodo
Il ruolo del private equity nei portafogli dei family office non deriva quindi esclusivamente dalla ricerca di rendimento. Esso riflette una filosofia di investimento basata sulla pazienza, sulla diversificazione e sulla selezione di gestori in grado di accompagnare le imprese nel lungo periodo.
Quale quota destinano ai mercati privati?
Il private equity riveste oggi un ruolo centrale nella strategia di investimento di numerosi family office.
Questaripartizione non è uniforme da un paese all’altro, ma tutti i principali studi del settore giungono alla stessa conclusione: gli investitori familiari stanno gradualmente aumentando la loro esposizione agli asset privati.
Secondo l'11° Barometro AFFO-EY (2025), il private equity rappresenta ormai il 34% dell'allocazione media dei family office francesi. Si tratta della loro principale classe di attività, davanti alle azioni quotate (23%), agli immobili (16%), alle obbligazioni (12%) e alla liquidità (8%).
A livello internazionale, il “Global Family Office Report 2025” di UBS conferma questa tendenza. I mercati privati, che comprendono il private equity, il debito privato, le infrastrutture e il settore immobiliare non quotato, costituiscono una componente strategica dei portafogli delle grandi famiglie facoltose.
Questa mostra riflette la volontà di accedere a motori di creazione di valore meno legati ai mercati finanziari tradizionali.
Un'indennità pensata per il lungo termine
La composizione di un portafoglio di un “ Family Office ” differisce notevolmente da quella di un investitore privato.
L'obiettivo non è solo quello di perseguire rendimenti a breve termine, ma di preservare e far crescere il patrimonio nel corso di diversi decenni. Questo approccio porta naturalmente a ridurre la quota delle attività più liquidea favore di investimenti in grado di accompagnare la crescita delle imprese nel lungo periodo.
La tabella che segue illustra la ripartizione media osservata presso i Family Office francesi.
Classe di attività
Indennità media*
Private equity
34%
Azioni quotate
23%
Immobiliare
16 %
Obblighi
12 %
Disponibilità liquide
8 %
Altre attività
7%
*Fonte: 11° Barometro AFFO-EY 2025.
*Fonte: 11° Barometro AFFO-EY, 2025.
Questa ripartizione evidenzia un cambiamento significativo: per molti Family Office, il private equity non è più un settore di diversificazione marginale. Costituisce ormai un pilastro strategico dell'allocazione patrimoniale.
Una mostra che varia a seconda delle dimensioni e della maturità del Family Office
Non tutti i Family Office presentano la stessa allocazione.
Le strutture più importanti dispongono spessodi team di investimento dedicati, in grado di analizzare direttamente le opportunità di mercato, selezionare gestori specializzati o partecipare a coinvestimenti.
Al contrario, i Family Office di dimensioni più modeste tendono generalmente a privilegiare un approccio fondi di fondi, che consente loro di accedere a un portafoglio diversificato di imprese, beneficiando al contempo dellecompetenze di team di gestione esperti.
Tale differenza nell'attuazione non mette tuttavia in discussione la constatazione principale: il capitale di investimento occupa un posto significativo nei patrimoni familiari, indipendentemente dalle dimensioni della struttura.
Una tendenza destinata a durare nel tempo
Da oltre un decennio l’interesse dei Family Office per il private equity è in costante crescita.
lo sviluppo di strategie relative al debito privato, alle infrastrutture e al mercato secondario, che ormai vanno ad affiancare i fondi di private equity tradizionali.
Gli studi pubblicati da UBS, Campden Wealth e Bain & Company dimostrano che questa tendenza si osserva sia in Europa che in Nord America e in Asia.
Le modalità di investimento variano a seconda delle regioni, ma la convinzione rimane la stessa: i mercati privati occupano ormai un posto strutturale nei portafogli degli investitori patrimoniali più esperti.
Un sussidio innanzitutto strategico
L'importanza attribuita al private equity non significa che i family office trascurino le altre classi di attività.
I titoli quotati in borsa continuano a garantire liquidità e un’esposizione alle grandi società internazionali.
Le obbligazioni contribuiscono a stabilizzare i portafogli, mentre il settore immobiliare continua a svolgere un ruolo importante nella diversificazione patrimoniale.
Il private equity completa questo equilibrio, consentendo l’accesso a società non quotate e a strategie di creazione di valore che non sono disponibili sui mercati pubblici.
Questa complementarità spiega perché i Family Office ragionano generalmente in termini di allocazione complessiva piuttosto che in termini di contrapposizione tra mercati quotati e mercati privati.
Da ricordare
I Family Office non considerano più il private equity come una classe di attività di diversificazione tra le tante. I dati più recenti dimostrano che esso costituisce ormai uno dei principali motori della loro allocazione patrimoniale, insieme alle azioni quotate e al settore immobiliare. Questa evoluzione riflette una visione a lungo termine, basata sulla diversificazione delle fonti di creazione di valore piuttosto che sulla ricerca di opportunità a breve termine.
In che modo i Family Office definiscono la propria allocazione nel settore del private equity?
Investire nel private equity non significa semplicemente selezionare un fondo. I family office adottano generalmente un approccio strutturato, simile a quello dei grandi investitori istituzionali. Il loro obiettivo è quello di costruire un portafoglio in grado di sostenere la creazione di valore delle imprese, gestendo al contempo i rischi legati a una classe di attività poco liquida.
Questo approccio si basa su diversi principi complementari.
Diversificare le strategie di investimento
Il Private Equity comprende strategie con profili di rischio e di creazione di valore diversi. I Family Office raramente cercano di concentrarsi su un unico segmento di mercato.
La loro allocazione combina generalmente diversi approcci al fine di diversificare i fattori di rendimento e i cicli di investimento.
Strategia
Obiettivo principale
Acquisizione totale
Accompagnare la trasformazione delle imprese consolidate.
Capitale di crescita
Finanziare la crescita delle imprese in fase di sviluppo.
Capitale di rischio
Investire in aziende innovative con un forte potenziale.
Debito privato
Generare potenziali ricavi con un profilo di rischio diverso.
Mercato secondario
Accedere a portafogli già costituiti e ottimizzare il calendario degli investimenti.
Questa diversificazione consente di evitare che una singola strategia determini la performance complessiva del portafoglio.
Selezionare i migliori gestori
Gli studi pubblicati da Bain & Company, Cambridge Associates e McKinsey evidenziano che i divari di rendimento tra i fondi di private equity rimangono nettamente più marcati rispetto ai mercati quotati.
In altre parole, la scelta del gestore del fondo riveste un ruolo determinante.
I Family Office dedicano quindi una parte significativa delle loro risorseall’analisi dei team di gestione. In particolare, valutano:
l'esperienza dei soci;
la stabilità dei gruppi;
la specializzazione settoriale;
la capacità di creare valore operativo;
la cronologia dei fondi precedenti.
Questa selezione rigorosa costituisce uno dei pilastri della loro strategia di investimento.
Diversificare le annate
I Family Office raramente investono l'intera quota di allocazione in un solo anno.
Distribuono i propri investimenti su diverse annate, dette “vintage”, al fine di ridurre l’impatto dei cicli economici.
limitare il rischio legato a un determinato periodo di investimento.
La diversificazione delle annate è oggi considerata una buona pratica dalla maggior parte degli investitori istituzionali.
Combinare diverse modalità di accesso
I Family Office generalmente non limitano la propria esposizione ai soli fondi di private equity.
A seconda delle loro dimensioni, delle risorse interne e del livello di competenza, possono combinare diverse modalità di investimento.
I fondi primari, che consentono di accedere a un portafoglio diversificato di società selezionate da un gest gestore del fondo e specializzato.
I coinvestimenti, che offrono la possibilità di investire direttamente insieme a un fondo in determinate operazioni.
Gli investimenti secondari, che consistono nell'acquisizione di partecipazioni già esistenti in fondi o portafogli.
Gli investimenti diretti, riservati per lo più ai Family Office che dispongono di team dedicati all'analisi e al monitoraggio delle imprese.
Questa combinazione consentedi adeguare il portafoglio agli obiettivi patrimoniali, diversificando al contempo le fonti di creazione di valore.
Costruire un'indennità progressiva
Infine, i Family Office tendono generalmente a preferire un aumento graduale della propria esposizione al private equity.
Questo approccio consentedi adeguare gli impegni nel corso del tempo, di osservare i primi risultati degli investimenti effettuati e di mantenere una coerenza con le esigenze di liquidità del patrimonio.
Inoltre, favorisce una maggiore diversificazione tra gestori, settori di attività, aree geografiche e periodi di investimento.
Anziché puntare su un'esposizione puntuale, i Family Office costruiscono così portafogli in grado di accompagnare le imprese in modo duraturo lungo l'intero ciclo economico.
Da ricordare
La gestione di un portafoglio di private equity si basa meno sulla ricerca di un’operazione eccezionale che sulla qualità dell’allocazione degli investimenti. La diversificazione delle strategie, la selezione rigorosa dei gestori, la distribuzione degli investimenti nel tempo e la complementarità delle modalità di accesso costituiscono le principali leve utilizzate dai Family Office per strutturare la propria esposizione ai mercati privati.
Cosa può imparare un investitore patrimoniale dall’approccio dei Family Office?
I Family Office dispongono generalmente di risorse finanziarie, team specializzati e un accesso ai mercati privati che differiscono da quelli di un investitore individuale. La loro strategia non può quindi essere applicata tal quale.
D'altra parte, i principi che ne guidano l'allocazione costituiscono spunti utili per chiunque desideri costruire un patrimonio nel lungo periodo.
Pensare innanzitutto in termini di allocazione
Una delle caratteristiche principali dei Family Office è che definiscono la propria allocazione degli attivi prima di selezionare i propri investimenti.
Iniziano definendo i propri obiettivi patrimoniali, l’orizzonte di investimento, le esigenze di liquidità e la tolleranza al rischio.
È solo in un secondo momento che scelgono le classi di attività in grado di soddisfare tali obiettivi.
Questo approccio consente di costruire un portafoglio coerente, anziché accumulare investimenti senza una vera e propria strategia d'insieme.
Diversificare le fonti di creazione di valore
I Family Office in genere non cercano di contrapporre i mercati quotati a quelli privati.
Considerano questi due mondi complementari.
I titoli quotati in borsa offrono liquidità ed esposizione alle grandi società internazionali.
Il private equity consente di investire in società non quotate, spesso prima che raggiungano la piena maturità.
Il settore immobiliare, le obbligazioni o il debito privato rispondono ad altri obiettivi patrimoniali.
Questa diversificazione dei motori di creazione di valore costituisce uno dei fondamenti della loro gestione.
Attribuire particolare importanza alla selezione dei gestori
Nei mercati privati, non tutti i fondi presentano le stesse caratteristiche.
I divari di rendimento osservati tra i fondi con le migliori e le peggiori performance sono storicamente più marcati rispetto a quelle di molte classi di attività quotate, il che sottolinea l’importanza della selezione dei team di gestione.
I Family Office dedicano quindi una parte significativa del loro processo di investimento all'analisi dei gestori: esperienza dei team, specializzazione settoriale, disciplina di investimento, capacità di affiancare le imprese e andamento dei fondi precedenti.
Questo requisito ricorda che, nel settore del private equity, la qualità dell’accesso è spesso importante quanto la classe di attività stessa.
Costruire gradualmente la propria esposizione
I Family Office raramente aumentano la propria allocazione in un'unica soluzione.
In genere investono in modo graduale, al fine di diversificare i periodi di investimento, distribuire le richieste di capitale e adeguare il proprio portafoglio all'evoluzione del proprio patrimonio.
Questo approccio consente inoltre di limitare il rischio di investire l'intero importo disponibile in un unico mercato.
Incorporare l'illiquidità in una riflessione globale
Il private equity comporta un orizzonte di investimento a lungo termine e una liquidità più limitata rispetto a quella dei mercati quotati.
I Family Office accettano questa caratteristica perché rientra in una strategia patrimoniale globale. Si assicurano di mantenere una quantità sufficiente di attività liquide per far fronte alle loro esigenze correnti, destinando al contempo una parte del proprio patrimonio a investimenti a lungo termine.
Questa gestione equilibrata della liquidità costituisce un principio fondamentale della loro allocazione.
Un approccio stimolante, pur non essendo un modello da replicare
L'obiettivo non è quello di replicare il portafoglio di un Family Office.
Ogni patrimonio presenta vincoli specifici, che si tratti del livello di reddito, delle esigenze di liquidità, degli obiettivi familiari o della capacità di sostenere i rischi legati ai mercati privati.
D'altra parte, il loro approccio mette in luce diversi principi universali: definire un'allocazione coerente, investire con una visione a lungo termine, diversificare le fonti di creazione di valore e selezionare con rigore i partner di gestione.
Questi principi spiegano in gran parte perché oggi i Family Office attribuiscono un ruolo importante al private equity nella loro strategia patrimoniale.
Conclusione
Lo sviluppo del private equity nei portafogli dei family office illustra una profonda evoluzione della gestione patrimoniale. Considerato a lungo una classe di attività riservata agli investitori istituzionali, il private equity è diventato un pilastro dell'allocazione di molti grandi patrimoni familiari grazie alla sua capacità di sostenere la crescita delle imprese non quotate e di diversificare le fonti di creazione di valore.
I dati più recenti forniti da AFFO, UBS e Campden Wealth dimostrano che questa tendenza è destinata a durare nel tempo. I Family Office non cercano solo un’esposizione ai mercati privati: costruiscono portafogli diversificati, selezionano con rigore i propri gestori e investono con un orizzonte temporale che si estende su diversi anni, se non addirittura su più generazioni.
Sebbene questa strategia non possa essere replicata alla lettera, essa mette in luce diversi insegnamenti applicabili a qualsiasi riflessione in materia di patrimonio: definire un’allocazione adeguata ai propri obiettivi, privilegiare una visione a lungo termine, diversificare i fattori di creazione di valore e prestare particolare attenzione alla qualità dei team di gestione.
Man mano che i mercati privati continuano a svilupparsi, questi principi dovrebbero continuare a rivestire un ruolo centrale nelle strategie degli investitori patrimoniali più esperti.
Domande frequenti
Quale quota del proprio portafoglio i Family Office investono nel private equity?
Secondo l’11° Barometro AFFO-EY 2025, il private equity rappresenta in media il 34% dell’allocazione degli asset dei family office francesi. A livello internazionale, anche gli studi condotti da UBS e Campden Wealth dimostrano che i mercati privati occupano un posto centrale nelle strategie patrimoniali dei grandi patrimoni.
Perché i Family Office investono così tanto nel private equity?
I Family Office sono alla ricerca di investimenti compatibili con il loro orizzonte di lungo periodo. Il private equity consente loro di accedere a società non quotate, di diversificare le fonti di creazione di valore e di sostenere lo sviluppo dell’economia reale, inserendosi al contempo in una logica patrimoniale intergenerazionale.
I Family Office investono esclusivamente tramite fondi?
No. I fondi di private equity rappresentano spesso il principale canale di accesso, ma alcuni family office effettuano anche coinvestimenti, investimenti diretti, operazioni sul mercato secondario o investimenti in debito privato, a seconda delle loro dimensioni e delle risorse disponibili.
Perché la selezione dei gestori è fondamentale nel settore del private equity?
Le differenze di rendimento tra i fondi sono storicamente più marcate rispetto a quelle riscontrabili in molte classi di attività quotate. I Family Office prestano quindi particolare attenzione all’esperienza dei team di gestione, alla loro specializzazione e alla loro capacità di creare valore nel lungo termine.
Gli investitori privati possono prendere spunto dai Family Office?
Sì, senza cercare di replicare il loro portafoglio. Il loro approccio mette in evidenza diversi principi universali: definire un’allocazione adeguata ai propri obiettivi, investire in modo graduale, diversificare le fonti di creazione di valore e selezionare con rigore i gestori a cui affidare il proprio capitale.
Qual è la differenza tra un fondo di “ Family Office ” e un fondo di private equity?
Un “ Family Office ” è una struttura incaricata di gestire il patrimonio di una o più famiglie facoltose. Un fondo di private equity è uno strumento di investimento che raccoglie capitali per investire in società non quotate. I Family Office possono investire in questi fondi, ma possono anche avvalersi di altre classi di attività per definire la propria allocazione patrimoniale.
Il private equity è riservato ai family office?
No. Storicamente riservato agli investitori istituzionali e ai grandi patrimoni, il private equity è diventato più accessibile grazie all’evoluzione della normativa e allo sviluppo di nuovi strumenti di investimento. Le condizioni di accesso, gli importi minimi e le caratteristiche dei fondi variano tuttavia a seconda delle strategie e delle società di gestione.
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