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Fondi evergreen: definizione, funzionamento e differenze rispetto a un fondo chiuso

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Salma Moumen
Salma Moumen
Vista panoramica del quartiere finanziario di Londra che mostra i mercati privati e il private equity
I fondi evergreen consentono di investire in modo duraturo nel private equity e in altre attività private senza una durata prestabilita. Più flessibili dei fondi chiusi, offrono sottoscrizioni periodiche e una liquidità controllata, pur mantenendo un orizzonte di investimento a lungo termine.
Mercato secondario e fondi evergreen
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Secondo Preqin, il patrimonio gestito nei mercati privati dovrebbe superare i 30.000 miliardi di dollari entro il 2030, grazie soprattutto alla diffusione del private equity tra gli investitori privati.

In questo contesto, i fondi evergreen stanno registrando una rapida crescita. Concepiti per offrire un accesso più flessibile agli asset non quotati, rappresentanouna delle principali innovazioni del settore della gestione patrimoniale degli ultimi anni.

Ma cos’è esattamente un fondo evergreen? In che cosa si distingue da un fondo chiuso tradizionale? Perché sempre più società di gestione stanno sviluppando questo tipo di strumento e in quali casi può soddisfare gli obiettivi di un investitore?

In questo articolo spieghiamo come funzionano i fondi evergreen, i loro vantaggi, i loro limiti e il ruolo che rivestono nell'evoluzione del Private Equity.

Che cos'è un fondo evergreen?

Un fondo evergreen è uno strumento di investimento concepito per operare senza una data di liquidazione prestabilita.

A differenza di un fondo chiuso, che viene lanciato per una durata generalmente compresa tra gli otto e i dodici anni, un fondo evergreen può proseguire la propria attività fintantoché la società di gestione ritiene che tale struttura sia nell'interesse degli investitori.

Il suo funzionamento si basa su un principio semplice: il portafoglio non è destinato a essere liquidato in una data prestabilita.

I capitali derivanti da nuove sottoscrizioni o da cessioni di attività possono essere reinvestiti al fine di mantenere un’esposizione continua ai mercati privati.

Questa caratteristica spiega il termine “evergreen”, letteralmente “sempreverde”, che evoca un veicolo in grado di rinnovarsi nel tempo.

Una definizione semplice

Un fondo evergreen è un fondo a capitale variabile, senza una durata prestabilita, che consente di investire in modo duraturo in attività a lungo termine grazie a un meccanismo continuo di sottoscrizioni, valutazioni e reinvestimenti.

Attività investite prevalentemente nei mercati privati

I fondi evergreen vengono utilizzati in particolare per investire in attività poco liquide che richiedono un orizzonte temporale di lungo periodo.

In particolare, possono essere esposti a:

  • società non quotate (Private Equity);
  • del debito privato;
  • delle infrastrutture;
  • del settore immobiliare non quotato;
  • più raramente, ad altri beni reali.

Il loro obiettivo rimane lo stesso di quello dei fondi tradizionali: finanziare lo sviluppo di attività in grado di generare valore nel corso di diversi anni.

La differenza risiede principalmente nell'organizzazione dello strumento di investimento.

Da ricordare

Da ricordare Un fondo evergreen è uno strumento di investimento a capitale variabile, senza una durata prestabilita. A differenza di un fondo chiuso, può accogliere nuovi investitori nel corso del tempo e reinvestire i capitali derivanti dalle cessioni al fine di mantenere un’esposizione continua ai mercati privati.

Perché i fondi evergreen stanno prendendo piede?

Il successo dei fondi evergreen non è il risultato di una semplice innovazione tecnica. Esso risponde a una profonda trasformazione dei mercati privati e delle aspettative degli investitori.

Da circa vent'anni, le imprese rimangono private più a lungo rispetto al passato. Una quota crescente della creazione di valore avviene quindi prima di un'eventuale quotazione in Borsa, il che rafforza l'interesse degli investitori per il private equity.

Allo stesso tempo, gli investitori patrimoniali sono alla ricerca di soluzioni che consentano loro di accedere ai mercati privati in un contesto più flessibile rispetto a quello dei fondi chiusi tradizionali.

I fondi evergreen rispondono a questa duplice evoluzione.

Una risposta alla democratizzazione dei mercati privati

Storicamente, il private equity era riservato principalmente agli investitori istituzionali.

L'evoluzione della normativa, in particolare con lo sviluppo di nuovi strumenti come gli ELTIF, nonchél'innovazione delle società di gestione, hanno progressivamente facilitato l'accesso degli investitori privati a questa classe di attività.

I fondi evergreen si inseriscono in questa dinamica, proponendo un modello operativo adatto a una base di investitori più ampia, pur conservando le caratteristiche proprie degli investimenti a lungo termine.

Un’evoluzione delle aspettative degli investitori

Oggi gli investitori cercano una maggiore flessibilità nella gestione del proprio patrimonio.

Senza mettere in discussione le prospettive a lungo termine degli asset non quotati, i fondi evergreen offrono generalmente:

  • periodi di sottoscrizione regolari;
  • valutazioni periodiche;
  • meccanismi di riacquisto regolamentati;
  • un portafoglio con investimenti continui.

Questa struttura semplifica l'esperienza di investimento rispetto ai fondi chiusi, il cui funzionamento si basa su richieste di capitale e su una durata limitata.

Schermate con dati finanziari che illustrano la gestione di un fondo evergreen e i mercati privati

Un'innovazione ormai consolidata

Lo sviluppo dei fondi evergreen riflette un'evoluzione più ampia del settore della gestione patrimoniale.

Oggi, numerose società di gestione internazionali propongono strategie “evergreen” nei settori del private equity, del debito privato, delle infrastrutture e del settore immobiliare. Questa tendenza testimonia la volontà del settore di conciliare i vincoli legati agli asset non quotati con le aspettative di una nuova generazione di investitori.

Come funziona un fondo evergreen?

Il funzionamento di un fondo evergreen differisce notevolmente da quello di un fondo chiuso tradizionale. Tuttavia, il suo obiettivo rimane lo stesso: investire in modo sostenibile in attività a lungo termine per favorirne la creazione di valore.

La differenza principale risiede nella struttura del veicolo di investimento. Mentre un fondo chiuso segue un ciclo di vita definito, un fondo evergreen opera in modo continuativo.

Un capitale variabile

La maggior parte dei fondi evergreen si basa su un capitale variabile.

In pratica, ciò significa che il fondo può accogliere nuovi investitori nel corso del tempo, senza essere limitato a un unico periodo di raccolta fondi.

Le sottoscrizioni vengono generalmente proposte con una frequenza prestabilita, ad esempio ogni mese o ogni trimestre.

I capitali raccolti vengono poi progressivamente investiti negli attivi selezionati dalla società di gestione.

Al contrario, un fondo chiuso effettua generalmente un’unica raccolta di capitali al momento del lancio, per poi dedicare diversi anni all’implementazione di tali investimenti.

Un portafoglio in continua evoluzione

A differenza di un fondo tradizionale, un fondo evergreen non è destinato a cessare di esistere dopo la cessione delle proprie partecipazioni.

Quando un'azienda viene venduta o un bene viene ceduto, la liquidità generata può essere:

  • ridistribuite in parte agli investitori;
  • accantonate per finanziare nuovi investimenti;
  • utilizzate per mantenere il livello di liquidità del fondo.

Il portafoglio viene così gradualmente rinnovato.

Questa capacità di reinvestimento spiega perché si parla di strumento permanente.

Il ciclo operativo di un fondo evergreen

Tappa Funzionamento
Abbonamenti Nuovi investitori possono entrare nel fondo con una frequenza prestabilita.
Investimenti I capitali vengono progressivamente investiti in attività non quotate.
Creazione di valore Le società di gestione accompagnano lo sviluppo delle imprese finanziate.
Cessioni Alcune partecipazioni vengono cedute quando si verificano le condizioni necessarie.
Reinvestimento Una parte dei capitali derivanti dalle cessioni viene reinvestita in nuove opportunità.
Continuità Il portafoglio continua a evolversi senza una data di liquidazione prestabilita.

Questa struttura consente al fondo di mantenere un’esposizione permanente ai mercati privati.

Una liquidità organizzata ma controllata

Una delle principali questioni che gli investitori si pongono riguarda la liquidità.

A differenza degli OICVM che investono in azioni quotate, un fondo evergreen generalmente non garantisce il rimborso giornaliero delle quote.

Le società di gestione stabiliscono dei periodi di liquidità, spesso mensili o trimestrali, durante i quali gli investitori possono richiedere il rimborso totale o parziale delle proprie quote.

Tali riacquisti rimangono tuttavia soggetti a diverse condizioni:

  • la disponibilità di liquidità del fondo;
  • le norme previste nella documentazione normativa;
  • i meccanismi di tutela volti a salvaguardare gli interessi di tutti gli investitori.

In pratica, la liquidità di un fondo evergreen è quindi garantita, ma non può essere equiparata a quella di un fondo investito esclusivamente in attività quotate.

Come vengono valutate le quote?

Poiché gli attivi detenuti da un fondo evergreen sono per lo più non quotati, il loro valore non può essere determinato in modo continuo dal mercato.

Le società di gestione procedono quindi auna valutazione periodica del portafoglio, solitamente ogni mese o ogni trimestre.

Questa valutazione si basa su diversi metodi riconosciuti dalla categoria professionale:

  • titoli azionari comparabili;
  • multipli di transazione;
  • attualizzazione dei flussi futuri;
  • perizie indipendenti, ove opportuno.

Il valore patrimoniale netto del fondo viene quindi calcolato sulla base di tali valutazioni.

È questo valore che funge da riferimento per le nuove sottoscrizioni e, se del caso, per le richieste di riscatto.

Perché mantenere una riserva di liquidità?

Per operare in modo sostenibile, un fondo evergreen deve essere in grado di soddisfare le richieste di rimborso pur continuando a investire.

Le società di gestione mantengono quindi generalmente una riserva di liquidità, composta ad esempio da:

  • di liquidità;
  • di attività più liquide;
  • di proventi da cessione in attesa di reinvestimento.

Questa riserva contribuisce a garantire il corretto funzionamento del fondo e a limitare le vendite forzate di attività in condizioni sfavorevoli.

Questo rappresenta una delle principali differenze rispetto a un fondo chiuso, che non è tenuto a organizzare rimborsi periodici.

Un equilibrio tra flessibilità e prospettiva a lungo termine

Il successo dei fondi evergreen si basa proprio su questo equilibrio.

Da un lato, offrono una maggiore flessibilità grazie alle sottoscrizioni regolari, alle valutazioni periodiche e ai meccanismi di liquidità.

D'altra parte, mantengono le caratteristiche fondamentali degli investimenti in asset privati: un orizzonte a lungo termine, una liquidità limitata e una creazione di valore che si estende su diversi anni.

In altre parole, i fondi evergreen non trasformano il private equity in un’attività liquida. Offrono invece un modello organizzativo diverso, concepito per facilitare l’accesso ai mercati privati pur rispettandone la natura.

Fondi evergreen vs fondi chiusi: quali sono le differenze?

I fondi evergreen e i fondi chiusi perseguono un obiettivo comune: investire in attività a lungo termine al fine di creare valore per gli investitori. Tuttavia, il loro funzionamento differisce sotto diversi aspetti fondamentali, in particolare per quanto riguarda la durata del veicolo, le modalità di sottoscrizione e la gestione della liquidità.

Comprendere queste differenze permette di cogliere meglio le caratteristiche di ciascuna struttura e di individuare quella che meglio si adatta a una determinata strategia di investimento.

Tabella comparativa

Criterio Fondi evergreen Fondo chiuso
Durata di vita Nessuna durata predefinita Di solito da 8 a 12 anni
Capitale Variabile Fisso dopo il periodo di esercizio
Abbonamenti Possibili a intervalli regolari Limitate al periodo di esercizio
Richieste di capitale In genere no Sì, a seconda delle esigenze di investimento
Reinvestimento Possibile Generalmente limitato
Liquidità Finestre di riscatto delimitate Al momento della liquidazione del fondo o tramite il mercato secondario
Valorizzazione Periodicità (mensile o trimestrale a seconda dei fondi) Pubblicazione periodica, destinata principalmente agli investitori
Horizon A lungo termine A lungo termine

Una durata diversa

La differenza più evidente riguarda la durata del veicolo.

Un fondo chiuso viene costituito per un periodo determinato, solitamente compreso tra otto e dodici anni. Al termine di tale periodo, le attività vengono progressivamente cedute e il fondo viene liquidato.

Al contrario, un fondo evergreen non ha una data di scadenza prestabilita. Gli attivi ceduti possono essere sostituiti da nuovi investimenti al fine di mantenere un portafoglio permanente.

Tale organizzazione consente al fondo di proseguire la propria attività nel tempo, a condizione che la società di gestione ritenga che tale struttura sia adeguata agli interessi degli investitori.

Un'esperienza di investimento diversa

Anche le modalità di investimento sono diverse.

In un fondo chiuso, gli investitori si impegnano a versare un importo che verrà richiamato progressivamente, di pari passo con gli investimenti effettuati dal gestore del fondo.

In un fondo evergreen, gli investitori sottoscrivono generalmente le quote direttamente al valore patrimoniale netto del fondo. I capitali vengono poi investiti in un portafoglio già costituito o in fase di costituzione.

Questa struttura semplifica l'esperienza di investimento eliminando, nella maggior parte dei casi, il tradizionale meccanismo delle richieste di capitale.

Skyline di un quartiere degli affari che illustra i fondi evergreen e i mercati privati

Una gestione specifica della liquidità

I fondi evergreen offrono possibilità di riscatto che in genere non esistono nei fondi chiusi.

Tuttavia, tale liquidità rimane regolamentata e controllata. I rimborsi sono possibili solo secondo le modalità previste nella documentazione del fondo e possono essere limitati al fine di tutelare gli interessi di tutti gli investitori.

Al contrario, un fondo chiuso non prevede in genere alcun meccanismo di rimborso prima della sua liquidazione. Gli investitori che desiderano cedere la propria partecipazione possono, a seconda dei casi, ricorrere al mercato secondario.

In entrambi i casi, il private equity rimane una classe di attività a lungo termine. I meccanismi di liquidità non devono quindi essere equiparati a quelli di un fondo investito in azioni quotate.

Due strutture adatte a obiettivi diversi

Lo sviluppo dei fondi evergreen non significa che i fondi chiusi diventino obsoleti.

I due veicoli rispondono a esigenze diverse.

I fondi chiusi continuano ad essere ampiamente utilizzati dagli investitori istituzionali e rimangono la struttura storica del private equity.

I fondi evergreen, dal canto loro, offrono una maggiore flessibilità nelle modalità di sottoscrizione e di detenzione, pur conservando le caratteristiche specifiche degli investimenti in asset privati.

La scelta tra questi due modelli dipende innanzitutto dagli obiettivi dell'investitore, dal suo orizzonte di investimento, dalle sue esigenze di liquidità e dalle caratteristiche della strategia di investimento proposta.

Da ricordare

I fondi evergreen e i fondi chiusi perseguono lo stesso obiettivo di investimento, ma il loro funzionamento è diverso. I primi privilegiano una struttura permanente a capitale variabile, mentre i secondi si basano su una durata limitata, richieste di capitale e liquidazione del portafoglio alla scadenza.

Perché i fondi evergreen attraggono sempre più investitori?

Il boom dei fondi evergreen è dovuto a diversi profondi cambiamenti avvenuti nei mercati privati.

Da un lato, gli investitori patrimoniali desiderano accedere più facilmente al private equity, al debito privato o alle infrastrutture, senza dover necessariamente seguire le modalità tradizionali di funzionamento dei fondi chiusi.

D'altra parte, le società di gestione cercano di proporre strumenti in grado di accogliere continuamente nuovi investitori, mantenendo al contempo un'esposizione permanente agli asset privati.

Questa evoluzione si inserisce in una tendenza più ampia di democratizzazione dei mercati privati, sostenuta in particolare dalle modifiche normative europee e dallo sviluppo di nuovi strumenti di investimento.

I fondi evergreen rispondono così a una crescente domanda di flessibilità, senza mettere in discussione i principi fondamentali del private equity: una selezione rigorosa degli attivi, un orizzonte di investimento a lungo termine e la creazione di valore basata sull’accompagnamento delle imprese.

Quali sono i vantaggi e i limiti dei fondi evergreen?

I fondi evergreen stanno registrando una rapida crescita nel settore del private equity, ma non rappresentano una soluzione universale. Come ogni strumento di investimento, presentano sia vantaggi che limiti che è opportuno comprendere prima di investire.

L'interesse di un fondo evergreen dipende innanzitutto dagli obiettivi patrimoniali, dall'orizzonte di investimento e dalle esigenze di liquidità di ciascun investitore.

I principali vantaggi dei fondi evergreen

Un'esposizione costante ai mercati privati

A differenza dei fondi chiusi, che hanno un ciclo di vita limitato, i fondi evergreen consentono di mantenere un’esposizione permanente ai mercati privati.

Il portafoglio viene regolarmente rinnovato grazie al reinvestimento dei capitali derivanti dalle cessioni e alle nuove sottoscrizioni.

Questa continuità evita agli investitori di dover riorganizzare periodicamente l'allocazione nel Private Equity ad ogni lancio di un fondo.

Un accesso semplificato al Private Equity

Il funzionamento dei fondi evergreen è in genere più semplice per l'investitore.

Le sottoscrizioni vengono effettuate direttamente al valore patrimoniale netto del fondo, senza ricorrere a un calendario di richiami di capitale successivi.

Questa struttura facilita la gestione patrimoniale e offre una maggiore visibilità sugli importi effettivamente investiti.

Una diversificazione immediata

I fondi evergreen investono spesso in un portafoglio già costituito.

Un nuovo investitore beneficia così di una diversificazione immediata tra diverse società, settori di attività, aree geografiche o annate di investimento.

Questa caratteristica può inoltre contribuire ad attenuare gli effetti della curva a J, un fenomeno che si osserva frequentemente nei fondi chiusi nelle prime fasi di vita.

Un'esperienza di investimento più fluida

Le valutazioni periodiche e le finestre di sottoscrizione regolari offrono un'esperienza più simile a quella di altri strumenti finanziari.

Sebbene il private equity rimanga una classe di attività a lungo termine, questa struttura facilita il monitoraggio del portafoglio e l'integrazione dei mercati privati in un'allocazione patrimoniale complessiva.

I limiti da conoscere

Una liquidità che rimane sotto controllo

Uno dei principali malintesi riguarda la liquidità.

I fondi evergreen offrono meccanismi di rimborso, ma questi rimangono soggetti alle condizioni previste nella loro documentazione legale.

Le richieste di riscatto possono essere rinviate, limitate o sospese qualora le condizioni di mercato lo richiedano o qualora ciò sia necessario per tutelare gli interessi di tutti gli investitori.

Un fondo evergreen non deve quindi essere considerato un investimento liquido.

Una quotazione meno frequente rispetto ai mercati quotati

Le società non quotate non dispongono di un prezzo di mercato osservabile in ogni momento.

La loro valutazione si basa su metodi riconosciuti dal settore, applicati a intervalli regolari.

Questa particolarità implica che il valore patrimoniale netto di un fondo evergreen vari con una frequenza stabilita dalla società di gestione, e non in modo continuo come nel caso di un titolo quotato.

Una gestione più complessa

Gestire un fondo evergreen è più impegnativo rispetto alla gestione di un fondo chiuso.

La società di gestione deve, contemporaneamente:

  • individuare nuove opportunità di investimento;
  • affiancare le imprese già presenti nel portafoglio;
  • organizzare le sottoscrizioni e i rimborsi;
  • mantenere un livello adeguato di liquidità;
  • valutare periodicamente il valore delle attività.

Questo equilibrio richiede una notevole competenza operativa e processi di gestione rigorosi.

Una selezione dei gestori sempre determinante

Come per qualsiasi investimento nel Private Equity, la qualità della società di gestione rimane un fattore essenziale.

Oltre alla struttura giuridica del fondo, gli investitori possono in particolare analizzare:

  • l'esperienza nell'team e di gestione;
  • la strategia di investimento;
  • il processo di selezione degli asset;
  • la governance del fondo;
  • le modalità di valorizzazione e di liquidità.

Un fondo evergreen ben strutturato si basa innanzitutto sulla qualità della sua gestione e sulla coerenza della sua strategia a lungo termine.

Come si fa a capire se un fondo evergreen è in grado di raggiungere i propri obiettivi?

Non esiste una risposta valida per tutti.

La scelta di uno strumento di investimento dipende da diversi criteri specifici per ciascun investitore.

Prima di prendere qualsiasi decisione, è generalmente utile porsi le seguenti domande:

Qual è l'orizzonte di investimento?

I fondi evergreen rimangono investimenti a lungo termine.

Quali sono le esigenze di liquidità?

I riacquisti sono previsti, ma non sono garantiti.

Che ruolo rivestono i mercati privati nel patrimonio?

Il private equity rientra in un'allocazione globale.

Il patrimonio è sufficientemente diversificato?

Un portafoglio ben bilanciato consente di distribuire i rischi tra diverse classi di attività.

È chiaro come funziona il fondo?

Le modalità di sottoscrizione, valutazione e riscatto possono variare da un fondo all'altro.

Queste domande consentono di considerare i fondi evergreen non come una soluzione standardizzata, ma come uno strumento che può integrarsi in una strategia patrimoniale a lungo termine quando le loro caratteristiche corrispondono agli obiettivi dell'investitore.

Figurina seduta su una pila di monete che illustra l'investimento in un fondo evergreen

Conclusione

I fondi evergreen rappresentano una delle principali evoluzioni del Private Equity negli ultimi anni. Grazie alla loro struttura a capitale variabile, senza una durata prestabilita e basata su un portafoglio in continuo rinnovamento, offrono un nuovo modo di accedere ai mercati privati.

Il loro sviluppo risponde a una duplice dinamica: la volontà delle società di gestione di proporre strumenti più flessibili e il crescente interesse degli investitori per gli asset non quotati. Tuttavia, i fondi evergreen non modificano la natura del Private Equity.

Mantengono le caratteristiche essenziali di questa classe di attività: un orizzonte di investimento a lungo termine, una liquidità controllata e una creazione di valore basata sullo sviluppo delle imprese.

Più che un’innovazione tecnica, i fondi evergreen riflettono l’evoluzione del settore dei mercati privati verso soluzioni adatte a un numero sempre crescente di investitori.

‍Comprendereil loro funzionamento, i loro vantaggi e i loro limiti permette di apprezzare meglio il loro ruolo all’interno di un portafoglio diversificato.

I punti chiave da ricordare

  • I fondi evergreen sono strumenti di investimento a capitale variabile, senza una durata prestabilita.
  • Consentono di mantenere un’esposizione permanente ai mercati privati grazie al reinvestimento dei capitali derivanti dalle cessioni.
  • A differenza dei fondi chiusi, offrono generalmente periodi di sottoscrizione regolari e meccanismi di rimborso regolamentati.
  • I fondi evergreen vengono utilizzati principalmente nel settore del private equity, ma anche in quello del debito privato, delle infrastrutture o del settore immobiliare non quotato.
  • Facilitanol'accesso ai mercati privati, pur mantenendo le caratteristiche proprie degli investimenti a lungo termine.
  • La loro liquidità rimane strutturata ma non garantita e dipende dalle modalità previste da ciascun fondo.
  • Come per qualsiasi investimento nel Private Equity, la qualità della società di gestione rappresenta un fattore determinante.

Domande frequenti

Che cos'è un fondo evergreen?

Un fondo evergreen è uno strumento di investimento a capitale variabile che non ha una durata prestabilita.

A differenza di un fondo chiuso, può accogliere nuovi investitori in modo continuativo e reinvestire i capitali derivanti dalle cessioni al fine di mantenere un’esposizione permanente agli attivi non quotati.

Qual è la differenza tra un fondo evergreen e un fondo chiuso?

Un fondo chiuso viene costituito per una durata limitata, generalmente compresa tra otto e dodici anni, con un periodo di sottoscrizione definito e successive richieste di capitale.

Un fondo evergreen opera in modo continuativo, con sottoscrizioni regolari, valutazioni periodiche e meccanismi di liquidità ben definiti.

I fondi evergreen vengono investiti esclusivamente nel private equity?

No. I fondi evergreen possono investire in diverse classi di attività private, tra cui il private equity, il debito privato, le infrastrutture o il settore immobiliare non quotato.

La loro strategia dipende dalla politica di investimento definita dalla società di gestione.

I fondi evergreen sono liquidi?

I fondi evergreen offrono generalmente meccanismi di rimborso con una frequenza definita nella loro documentazione legale.

Tale liquidità rimane tuttavia soggetta a determinati limiti e non può essere equiparata a quella di un fondo investito esclusivamente in attività quotate.

Perché i fondi evergreen stanno prendendo piede?

Il loro sviluppo è una risposta alla democratizzazione dei mercati privati, all'evoluzione delle esigenze degli investitori e alla volontà delle società di gestione di proporre strumenti più flessibili, pur mantenendo un orizzonte di investimento a lungo termine.

I fondi evergreen comportano dei rischi?

Come ogni investimento in attività non quotate, i fondi evergreen comportano dei rischi, tra cui il rischio di perdita di capitale, una liquidità limitata, vincoli di valutazione e rendimenti che dipendono dalla qualità degli investimenti effettuati dalla società di gestione.

I fondi evergreen sostituiscono i fondi chiusi?

No. Le due strutture coesistono e rispondono a esigenze diverse. I fondi chiusi continuano a essere ampiamente utilizzati dagli investitori istituzionali, mentre i fondi evergreen offrono un accesso più flessibile ai mercati privati.

Un fondo evergreen è adatto a tutti gli investitori?

No. L'interesse di un fondo evergreen dipende in particolare dall'orizzonte di investimento, dalle esigenze di liquidità, dalla situazione patrimoniale e dagli obiettivi di ciascun investitore.

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