Dalla fine delle missioni Apollo, il ritorno sulla Luna è stato una priorità per le agenzie spaziali di tutto il mondo. Con Artemis, l'ambizione della NASA non è solo quella di inviare nuovi equipaggi sulla Luna, ma anche di stabilirvi una base. Per raggiungere questo obiettivo, è fondamentale gestire le risorse in loco, in particolare la produzione di ossigeno, essenziale sia per la respirazione degli astronauti sia per la produzione di carburante per le future missioni su Marte.
Una tecnologia promettente testata sulla Terra
Nel settembre 2024, Sierra Space, azienda partecipante al Vintage Altaroc Odyssey , ha portato a termine con successo una dimostrazione fondamentale utilizzando il proprio reattore Carbothermal Oxygen Production Reactor. Questo impianto ha permesso di estrarre ossigeno da regoliti che simulavano il suolo lunare, in condizioni di laboratorio che riproducevano quelle della Luna. Riscaldati a 1650 °C, questi materiali hanno rilasciato bolle di ossigeno, confermando così la validità del principio del processo.
Tom Vice, CEO di Sierra Space, ha sottolineato l'importanza di questa svolta: "Il programma Apollo ci ha permesso di esplorare la Luna, ora Artemis ci riporta lì per restarci. Il nostro obiettivo è sviluppare l'infrastruttura necessaria per una presenza umana permanente, e questo significa essere in grado di produrre ossigeno direttamente sul posto".
Fase successiva: test in condizioni reali
Sebbene i risultati iniziali siano incoraggianti, rimane una sfida importante: l'impatto della debole gravità della Luna sul processo di estrazione. Poiché la Luna ha solo un sesto della gravità terrestre, è difficile prevedere se le bolle di ossigeno si staccheranno correttamente dal reattore. I ricercatori della Johns Hopkins University e del MIT stanno studiando soluzioni per garantire l'efficienza del processo in queste condizioni.
L'invio di un reattore sulla Luna è ora una priorità per Sierra Space. Tuttavia, a causa dei tempi delle missioni lunari, si prevede che l'azienda non sarà in grado di testare la sua tecnologia sul posto prima del 2028. Nel frattempo, i suoi team continueranno le loro ricerche, in particolare per quanto riguarda l'estrazione di altre risorse preziose contenute nei regoliti, come ferro, titanio e litio, che potrebbero essere utilizzate per costruire infrastrutture sul posto.
Con questi progressi, Sierra Space contribuisce attivamente alla trasformazione dell'esplorazione lunare in un progetto sostenibile. Lo sfruttamento delle risorse locali sembra essere un elemento chiave per garantire il successo delle future missioni spaziali e preparare l'esplorazione di Marte.














