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Accordo pluriennale firmato da LeoLabs con l'Agenzia spaziale della Nuova Zelanda (NZSA)

Pubblicato su
24/01/2025
Modificato il
24/01/2025
0
minuti
Odyssey 2021
Uno spazio aperto
LeoLabs e la New Zealand Space Agency (NZSA) hanno firmato un accordo per monitorare l'attività spaziale attraverso una piattaforma software. Lo sviluppo è iniziato nel 2019 e mira a garantire la conformità degli operatori satellitari. Questa iniziativa potrebbe ispirare altre nazioni a rafforzare la regolamentazione spaziale.
A cura di
Claire Peyssard-Moses
Claire Peyssard-Moses
Accordo pluriennale firmato da LeoLabs con l'Agenzia spaziale della Nuova Zelanda (NZSA)
Questo articolo è stato tradotto automaticamente. Si prega di scusare eventuali imprecisioni o errori di traduzione.
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SpaceTech: LeoLabs e l'Agenzia spaziale neozelandese lanciano una piattaforma globale di monitoraggio orbitale

LeoLabs e l’Agenzia spaziale neozelandese (NZSA) hanno firmato un accordo pluriennale relativo alla realizzazione di una piattaforma software per il monitoraggio dell’attività spaziale. Il Ministero neozelandese dell’Economia, dell’Innovazione e dell’Occupazione ha ufficializzato questo accordo pluriennale, affermando che porterà alla realizzazione della «piattaforma più avanzata al mondo in termini di regolamentazione e sostenibilità per le attività spaziali».

LeoLabs ha iniziato a sviluppare la piattaforma insieme alla NZSA nel 2019. Negli ultimi due anni, il prototipo sviluppato da LeoLabs e dalla NZSA è diventato operativo. Consente di monitorare gli oggetti in orbita terrestre bassa (LEO) e di verificare che gli operatori rispettino gli impegni assunti al momento della richiesta delle licenze di lancio.

L'esplosione dei detriti nell'orbita bassa e l'urgenza del monitoraggio

Il mercato mondiale della sorveglianza e della gestione del traffico spaziale (Space Traffic Management o STM) sta registrando una forte accelerazione. Un tempo riservato alle agenzie militari dotate di infrastrutture pesanti, questo settore si è aperto agli attori privati del settore DeepTech a causa di un’urgenza operativa critica: la congestione dell’orbita terrestre bassa.

Secondo le ultime statistiche delle agenzie spaziali, oggi si contano oltre 35.000 detriti spaziali di dimensioni superiori a 10 centimetri in orbita, oltre a milioni di frammenti più piccoli ma altrettanto distruttivi a causa della loro velocità cinetica (circa 28.000 km/h). Allo stesso tempo, il massiccio dispiegamento di mega-costellazioni di satelliti commerciali ha fatto salire il numero di satelliti operativi a diverse migliaia, moltiplicando in modo esponenziale i rischi di collisioni catastrofiche, note come «sindrome di Kessler».

L'infrastruttura tecnica di LeoLabs: radar a scansione elettronica

Finora, gran parte dell’attività di LeoLabs è consistita nell’aiutare gli operatori satellitari a individuare potenziali collisioni e a stabilire come allontanarsi in sicurezza dalla traiettoria di altri satelliti e detriti spaziali. In questo nuovo settore di attività, LeoLabs aiuta un’agenzia governativa ad adempiere al proprio impegno in materia di controllo delle attività spaziali.  

Per alimentare la propria piattaforma software su cloud, LeoLabs si avvale della propria rete globaledi risorse industriali tangibili, composta da quattro radar spaziali all’avanguardia (tra cui il Kiwi Space Radar, situato in Nuova Zelanda). Questi impianti utilizzano la tecnologia dei radar a scansione elettronica (phased-array radars). A differenza delle tradizionali antenne paraboliche, che devono ruotare fisicamente per seguire un bersaglio, questi radar orientano il proprio fascio in modo puramente software e istantaneo. Sono in grado di seguire contemporaneamente migliaia di oggetti, compresi detriti di appena 2 centimetri, offrendo una precisione di localizzazione senza pari nel mercato privato.

Un modello di regolamentazione sovrana: le ripercussioni per la Nuova Zelanda

"Crediamo che questo modello possa essere replicato in tutto il mondo", ha dichiarato Dan Ceperley, CEO di LeoLabs. "Ogni nazione ha una serie di beni di cui è responsabile e che hanno un impatto sulla sostenibilità dello spazio. I Paesi devono essere consapevoli dei rischi che corrono".  

Per la Nuova Zelanda, questo accordo non si limita a una questione tecnica; si tratta di un potente strumento di attrattività economica e di sovranità. Posizionandosi come il primo Paese al mondo dotato di uno strumento normativo automatizzato in grado di monitorare lo spazio in modo continuo, l’arcipelago attira gli operatori satellitari internazionali alla ricerca di una giurisdizione responsabile e sicura. Ciò rafforza l’ecosistema aerospaziale locale, un settore in forte crescita che genera già centinaia di posti di lavoro qualificati e milioni di dollari di ricadute economiche per l’economia neozelandese.  

Il Trattato sullo spazio extra-atmosferico di fronte alla sfida della sua attuazione

In base al Trattato sullo spazio extra-atmosferico, lo Stato di lancio è tenuto a concedere la licenza per i satelliti e a garantire che gli operatori satellitari rispettino le regole di licenza. Tuttavia, ciò non sempre avviene. Sebbene i Paesi si impegnino a fondo nel processo di concessione delle licenze, molti non hanno gli strumenti per monitorare i satelliti in orbita o per intervenire se un satellite devia dalla sua orbita o non riesce a deorbitare entro i tempi concordati.  

I quattro radar LeoLabs forniscono all’autorità neozelandese di regolamentazione spaziale informazioni sulla posizione degli oggetti in orbita ed evidenziano potenziali problemi. Dopo una fase pilota, la NZSA ha integrato la piattaforma nelle proprie operazioni spaziali per monitorare la posizione e l’orbita dei singoli satelliti, visualizzare i dati storici, ottenere rapporti sui cambiamenti di orbita dei satelliti e ricevere avvisi quando un satellite non rispetta i termini della propria licenza.  

Nella maggior parte dei casi, i satelliti rimangono sull’orbita prevista e la piattaforma fornisce una conferma, ha affermato Ceperley. «Quando c’è un segnale precoce che un satellite si trova su un’orbita diversa da quella prevista, si ha molto tempo per reagire», ha dichiarato Ceperley. «Non è necessariamente un’emergenza. Può essere oggetto di discussione. È importante essere avvisati il prima possibile per poter reagire, sia che si tratti dell’azienda o dell’autorità di regolamentazione.»  

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