«I finanziamenti pubblici stanno diventando sempre più scarsi»
Le associazioni francesi si trovano ad affrontare un dilemma sempre più complesso: sostenere un numero crescente di beneficiari, migliorando al contempo la qualità delle loro iniziative. Questa ambizione richiede risorse finanziarie, proprio mentre «i finanziamenti pubblici stanno diventando sempre più scarsi», come ha ricordato Maurice Tchenio. Secondo un’indagine della Federazione degli attori della solidarietà pubblicata l’8 ottobre 2026, il 77% delle associazioni di solidarietà intervistate dichiara infatti una riduzione dei propri finanziamenti pubblici nel 2025 o prevista per il 2026.
Ottenere di più con risorse limitate
Per proseguire il proprio sviluppo, le associazioni dispongono di diverse leve. La prima consiste nell’aumentare la produttività, in particolare grazie alla digitalizzazione di alcune funzioni e all’intelligenza artificiale, che possono consentire di svolgere determinati compiti a costi inferiori. Possono inoltre avvalersi del mecenatismo di competenze, del volontariato o del supporto di grandi società di consulenza, alcune delle quali offrono i propri servizi gratuitamente o a tariffe agevolate.
Rimane la questione del finanziamento. Di fronte alla diminuzione delle risorse pubbliche, le associazioni si rivolgono a finanziatori privati. Ma la concorrenza per attirare questi capitali si fa sempre più accesa. Per convincere i finanziatori, oggi devono presentare progetti ben strutturati, con obiettivi chiari e risultati misurabili.
Maurice Tchenio cita l’esempio di «Entreprendre pour Apprendre», un’associazione sostenuta dalla Fondazione AlphaOmega. Il suo programma «Mini-Entreprise», solitamente rivolto agli studenti delle scuole medie e superiori, è stato sperimentato con i giovani seguiti dalla Mission locale di Parigi. Questa sperimentazione ha permesso di migliorare il loro accesso al mondo del lavoro, il che costituisce un argomento concreto per convincere le aziende che incontrano difficoltà di reclutamento a finanziare l’iniziativa. «Più si è in grado di costruire programmi che parlino ai finanziatori, maggiori sono le possibilità di successo», ha sottolineato il fondatore e presidente della Fondazione AlphaOmega.
Come le fondazioni possono far fruttare meglio il proprio capitale
La Francia dispone di una risorsa considerevole: il risparmio delle famiglie, il cui patrimonio finanziario supera i 6.500 miliardi di euro. Ma come mobilitare una parte di questa ricchezza a favore delle associazioni? Secondo Maurice Tchenio, ci sono tre piste che meritano di essere esplorate.
La prima riguarda le fondazioni con capitale di dotazione riconosciute di utilità pubblica, in particolare le fondazioni “ombrello”. Queste strutture possono disporre di un capitale i cui proventi consentono loro di finanziare le proprie missioni e le associazioni che sostengono. Tuttavia, le loro esigenze aumentano, mentre le loro risorse rimangono limitate.
Il problema risiede in particolare nel modo in cui viene investito il loro capitale. In Francia, le fondazioni privilegiano tradizionalmente gli investimenti liquidi, soprattutto obbligazioni e azioni. Negli Stati Uniti, i grandi fondi di dotazione universitari hanno da tempo integrato gli asset non quotati nella loro strategia di investimento. Nel 2025, secondo NACUBO-Commonfund, destinavano in media ponderata quasi il 30% del proprio patrimonio al private equity e al capitale di rischio. In Francia, il capitale di investimento è ancora poco presente nei portafogli di numerose fondazioni.
Per illustrare il potenziale di rendimento del private equity, Maurice Tchenio cita un rendimento netto annualizzato dell’ordine del 13% su un lungo periodo, contro circa il 6% delle obbligazioni, delle azioni o del settore immobiliare. Su un orizzonte decennale, un’allocazione del 25% nel private equity potrebbe quindi generare guadagni superiori a quelli del restante 75%.
La sfida consiste anche nel preservare il valore del capitale a fronte dell’inflazione. Per le fondazioni il cui patrimonio è inalienabile, l’orizzonte di investimento è particolarmente lungo. Maurice Tchenio le invita quindi a prevedere un’allocazione compresa tra il 20 e il 30% nel private equity, in funzione delle loro esigenze di liquidità. L’obiettivo è quello di aumentare le risorse disponibili per finanziare le loro missioni su un orizzonte decennale.
Il risparmio dei francesi, una leva per finanziare le associazioni
La seconda fonte di finanziamento si rivolge direttamente alle associazioni. Molte di esse operano oggi grazie alle donazioni che raccolgono e spendono ogni anno. Questa dipendenza dalle raccolte fondi annuali rende difficile garantire la visibilità finanziaria a lungo termine.
Maurice Tchenio propone quindi di sviluppare i fondi di dotazione, alimentati da donazioni in conto capitale. Anziché rivolgersi ogni anno agli stessi donatori, un’associazione potrebbe proporre loro di contribuire una sola volta alla costituzione di un patrimonio investito a lungo termine. I proventi di tale capitale andrebbero poi ad integrare le sue risorse annuali e a sostenere le sue azioni nel tempo.
La terza proposta si basa sui fondi di condivisione. In questo caso, non si tratta più di chiedere ai risparmiatori di donare una parte del proprio patrimonio, ma di proporre loro di investire, destinando al contempo una parte dei propri guadagni a una causa filantropica.
Altaroc e ha già creato tre fondi di condivisione. Alcuni sono destinati a investitori in grado di impegnare almeno un milione di euro, che accettano di devolvere una parte delle loro plusvalenze. Più recentemente, e ha creato una quota “Venture Philanthropy”, certificata Finansol, che destina il 25% della plusvalenza realizzata al finanziamento della Fondazione AlphaOmega.
Questo principio consente quindi di conciliare due obiettivi: perseguire una performance finanziaria a lungo termine e contribuire al finanziamento di associazioni impegnate nel settore dell’istruzione. Questi meccanismi aprono un’ulteriore strada per mobilitare il risparmio privato a favore dell’interesse generale.
Due battaglie per un unico obiettivo
Maurice Tchenio ha concluso il suo intervento ricordando le due cause che guidano il suo impegno: combattere l’abbandono scolastico grazie alla Fondazione AlphaOmega e consentire ai francesi di far fruttare meglio i propri risparmi con Altaroc. Due obiettivi che, a suo avviso, vanno di pari passo: «L’altro modo più semplice per aumentare le donazioni è arricchire i francesi».
Il presente contenuto ha scopo puramente informativo e non costituisce una raccomandazione personalizzata, una consulenza legale o fiscale né una strategia di investimento. Le informazioni riportate si basano sulle condizioni attuali e sono soggette a modifiche. Si invita a rivolgersi al proprio consulente per verificare che i prodotti citati siano adeguati al proprio profilo patrimoniale. L’investimento nel Private Equity comporta rischi di perdita di capitale e di liquidità. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri.
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