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Back Market collabora con lo sportivo Baptiste Chassagne per coniugare performance e sostenibilità

Pubblicato su
24/01/2025
Modificato il
24/01/2025
0
minuti
Odyssey 2021
Back Market
Back Market, l'unicorno francese nel settore dei dispositivi ricondizionati, ha appena siglato la sua prima partnership con un atleta professionista, il trail runner Baptiste Chassagne. Questa collaborazione segna una tappa importante nella strategia di comunicazione e sviluppo dell'azienda, presente al Vintage FPCI Altaroc Odyssey . L'obiettivo è chiaro e ben definito: mettere in primo piano i valori comuni di performance sostenibile e responsabilità ambientale.
A cura di
Antoine Orsoni
Antoine Orsoni
Back Market collabora con lo sportivo Baptiste Chassagne per coniugare performance e sostenibilità
Questo articolo è stato tradotto automaticamente. Si prega di scusare eventuali imprecisioni o errori di traduzione.
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Economia circolare: Back Market collabora con il campione di trail running Baptiste Chassagne per correre contro la «fast tech»

Fondata nel 2014, Back Market si è affermata come il primo marketplace europeo dedicato ai prodotti elettronici ricondizionati, con una presenza consolidata in 17 paesi. La sua recente collaborazione con Baptiste Chassagne — campione francese di trail lungo nel 2023 e astro nascente dell’ultra-trail mondiale — rafforza concretamente il suo impegno a favore di un consumo molto più responsabile.

Per Charlotte Souleau, direttrice generale per la Francia di Back Market, l'importanza di questa partnership è evidente:

«Questa partnership non è solo una questione di visibilità. È una questione di coerenza. È un’avventura umana condivisa, una lotta comune per dimostrare che le prestazioni e il rispetto per l’ambiente sono indissociabili.»

D’altra parte, Baptiste Chassagne non nasconde il proprio entusiasmo:

«Back Market non è solo un marchio impegnato. È un marchio che pensa in modo diverso. È un marchio che agisce. Che non finge. Quindi, quando mi hanno proposto di lavorare insieme, ho capito che era la direzione giusta.»

Le derive della “fast tech” e la trappola dell’obsolescenza

Questa collaborazione nasce da una profonda volontà di sensibilizzare il grande pubblico sulle sfide poste dalla “fast tech”. Derivato direttamente dal concetto di “fast fashion” nel settore tessile, questo termine indica la nostra tendenza moderna a consumare in modo eccessivo le tecnologie: acquistare gadget elettronici a basso costo, cambiare smartphone ogni due anni per stare al passo con la moda o accumulare dispositivi connessi con una durata di vita limitata.

Le statistiche sull'obsolescenza e sui rifiuti elettronici sono allarmanti:

  • Ogni anno, a livello mondiale, vengono prodotti oltre 53 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici, e solo una minima parte viene riciclata correttamente.
  • In Europa, la durata media di uno smartphone supera di poco i 2 anni, il più delle volte a causa di batterie sigillate impossibili da sostituire o di aggiornamenti software che rallentano intenzionalmente i modelli più vecchi.

Con il suo ingresso nel mondo del trail running e degli sport all’aria aperta, Back Market si rivolge a una comunità di appassionati particolarmente sensibile alla tutela del paesaggio e sostenitrice delle prestazioni sostenibili.

La sfida ecologica: Apparecchio nuovo contro prodotto ricondizionato

Per contrastare questo fenomeno, Back Market si avvale di una rete di oltre 1.800 partner professionisti specializzati nel ricondizionamento. Scegliere un dispositivo ricondizionato anziché un prodotto nuovo di fabbrica modifica radicalmente l'impronta ecologica:

  • L'impronta di carbonio: la produzione di uno smartphone nuovo genera circa 80 kg di CO₂ (di cui l'80% durante l'estrazione dei componenti in fabbrica). Un modello ricondizionato consente di ridurre tale impronta del 90%.
  • Acqua potabile: per produrre un solo telefono nuovo occorrono oltre 12.000 litri d'acqua. Il ricondizionamento consente di risparmiare quasi la totalità di questa preziosa risorsa.
  • Le materie prime: l'acquisto di prodotti di seconda mano evita l'estrazione distruttiva di circa 200 kg di materie prime (terre rare, oro, cobalto) necessarie per i circuiti nuovi.

Fin dalla sua fondazione, la giovane azienda francese sostiene di aver evitato l'emissione di 1,3 milioni di tonnellate di CO₂ grazie alla rivendita di quasi 30 milioni di apparecchi. L'azienda stima che per ogni tonnellata di CO₂ emessa dai propri uffici e dai propri mezzi di trasporto, ne eviti più di 10 tonnellate a livello mondiale.

Una comunità di atleti impegnati a favore del pianeta

Baptiste Chassagne non è l'unico sportivo ad aderire al movimento. Back Market sta stringendo legami sempre più stretti con lo sport agonistico, in particolare con le discipline outdoor (arrampicata, surf, mountain bike), dove gli atleti constatano ogni giorno gli effetti del cambiamento climatico sul loro terreno di gioco.

Queste collaborazioni vanno ben oltre il semplice logo sulla maglia: gli atleti si impegnano a utilizzare esclusivamente tecnologie ricondizionate (orologi sportivi connessi, telefoni, dispositivi di monitoraggio) per la preparazione alle competizioni, dimostrando così che i prodotti di seconda mano soddisfano i requisiti dei livelli più alti.

Una crescita finanziaria spettacolare per l'unicorno francese

La validità di questo modello economico si traduce in risultati finanziari molto solidi. Nel 2023, la “unicorno” francese ha registrato un fatturato di 320 milioni di euro, con un aumento spettacolare del 45% rispetto all’anno precedente.

Il volume delle vendite globali sulla piattaforma ha raggiunto invece i 2,2 miliardi di euro (+32%). A sostegno di questo successo, l'azienda conta ormai oltre 700 dipendenti distribuiti nei centri strategici mondiali di Parigi, Bordeaux, New York, Berlino e Tokyo.

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