Costruire un patrimonio nel private equity
Sintesi
Thibaut Mortelecq illustra concretamente come costruire un patrimonio nel settore del private equity grazie alla strategia Re-up. L'idea centrale è quella di trasformare un determinato capitale in un programma di investimento strutturato nel tempo, anziché investire tutto in un'unica soluzione. Ad esempio, per un importo di 300.000 €, la raccomandazione consiste nel suddividere tale somma in impegni annuali di 100.000 € su più annate, al fine di livellare il rischio e ottimizzare la performance. La costruzione del portafoglio si svolge in diverse fasi. Durante i primi sei anni, l’investitore costruisce progressivamente il proprio portafoglio moltiplicando gli impegni. A questo punto, il capitale massimo effettivamente mobilitato raggiunge circa 310.000 € grazie al meccanismo di riciclo dei flussi. Questa fase consente di ottenere un portafoglio diversificato e solido. A partire dal settimo anno, le prime distribuzioni diventano superiori alle richieste di fondi. Il portafoglio entra quindi in una fase di maturità in cui inizia ad autofinanziarsi parzialmente. A partire dal decimo anno, si instaura un equilibrio: i flussi in entrata superano in modo duraturo quelli in uscita, generando una rendita annuale regolare. Questa rendita può rappresentare circa il 70% dell’impegno annuale, pur mantenendo il capitale investito.Questo approccio permette quindi di combinare tre obiettivi: far fruttare il capitale nel lungo termine, generare redditi regolari e costruire un portafoglio estremamente diversificato, composto da decine di gestori e centinaia o addirittura migliaia di società sottostanti. Per accompagnare gli investitori, Altaroc sviluppato strumenti di simulazione adatti a diversi obiettivi: generazione di redditi, investimento di un capitale dato, raggiungimento di un patrimonio target o simulazione libera. L'obiettivo è rendere il Private Equity accessibile e gestibile, trasformando una strategia complessa in un processo chiaro e personalizzabile.









