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Rapporto speciale
Dossier speciale - Thoma Bravo
marzo 2025

Le prospettive di Orlando Bravo per il mercato del private equity e il futuro del software

Pubblicato su
24/01/2025
Modificato il
24/01/2025
0
minuti
Odyssey 2021
Thoma Bravo
Orlando Bravo, fondatore di Thoma Bravo, condivide una visione decisamente ottimistica del futuro del private equity, in particolare nel settore del software. Di fronte all'incertezza economica, Bravo sostiene un approccio pragmatico: concentrarsi sull'acquisizione di aziende leader e sulla creazione di valore, indipendentemente dal contesto di mercato. Per Bravo, il futuro del private equity è indissolubilmente legato al settore del software, che continuerà a dominare le operazioni negli anni a venire.
Da
Damien Hélène
Damien Hélène
Le prospettive di Orlando Bravo per il mercato del private equity e il futuro del software
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Investire nel 2025: bisogna preoccuparsi del contesto di mercato?

Per Orlando Bravo, "non si può mai sapere se è un buon momento per investire. Non posso prevedere l'economia o le valutazioni. Fortunatamente, non ne ho bisogno".

Piuttosto che tentare di cronometrare il mercato, Thoma Bravo adotta un approccio agnostico: il momento giusto per investire è quando si presenta l'opportunità di acquisire un'azienda di qualità. Per Bravo, i cicli di mercato sono secondari rispetto alla ricerca di aziende con un forte potenziale di trasformazione.

"Non compriamo l'indice. Acquistiamo società specifiche con team di gestione forti, aree di miglioramento e opportunità di crescita", spiega.

In un settore in costante evoluzione come quello del software, il mondo delle società quotate rappresenta un immenso serbatoio di opportunità. Il mercato del software quotato vale 10.000 miliardi di dollari", afferma Bravo. In questo contesto, Thoma Bravo deve semplicemente trovare tre società all'anno che si adattino alla sua strategia di creazione di valore per garantire il successo dei suoi fondi.

L'ambiente di mercato conta poco finché l'azienda è in grado di identificare e trasformare gli asset strategici.

Il futuro del private equity sta nel passaggio al software

Per Orlando Bravo, il futuro del private equity è intrinsecamente legato al software. Questa tendenza fa parte di un fenomeno più ampio: le aziende di tutti i settori stanno adottando tecnologie software per trasformarsi in "aziende software".

"Gli operatori di private equity dovranno concentrarsi maggiormente sugli aspetti digitali delle loro attività", afferma Bravo.

Attualmente, le operazioni di software rappresentano il 30% delle operazioni di private equity. A suo avviso, questa cifra potrebbe salire al 50% o addirittura al 60% nel medio termine, dato che i confini tra le aziende tecnologiche e gli altri settori si fanno sempre più labili.

"Diventerà difficile distinguere un accordo di software puro da un accordo tradizionale", afferma Bravo.

Il private equity è particolarmente adatto alle aziende che stanno subendo importanti cambiamenti, sia nel modello di business che nell'organizzazione interna. Per queste aziende, passare sotto la governance di un fondo consente di realizzare questi cambiamenti in modo più rapido ed efficiente rispetto alla quotazione in borsa.

Perché il private equity continuerà a crescere?

Bravo è convinto che il private equity continuerà a crescere per due motivi principali:

1. una migliore governance: il modello del private equity consente ai gestori patrimoniali di lavorare a stretto contatto con il management, prendendo rapidamente decisioni strategiche e trasformando le aziende in modo significativo.

2. l'adattamento alle trasformazioni digitali: man mano che le imprese diventano aziende di software, crescerà la necessità di supporto da parte di fondi specializzati.

Il settore del software ha un impatto su tutti i segmenti dell'economia, dai servizi finanziari all'industria. Questa trasversalità garantisce che il private equity continuerà a svolgere un ruolo chiave nella trasformazione delle imprese.

Una visione pragmatica e a lungo termine

Orlando Bravo riassume la sua strategia di investimento con una semplicità disarmante: comprare, migliorare, trasformare, vendere. Per lui, il momento del mercato è meno importante della qualità delle aziende a cui si rivolge.

Il futuro del private equity risiede nella capacità dei fondi di cogliere le opportunità nel settore del software e di sostenere le aziende nella loro trasformazione digitale.

In un contesto in cui le incertezze macroeconomiche sono onnipresenti, Thoma Bravo rimane fiduciosa nella sua capacità di scovare pepite di talento, lavorare con manager visionari e massimizzare la creazione di valore per i suoi investitori.

"Il private equity diventerà sinonimo di software, molto semplicemente.

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